G.R.E. SpA – Grossisti Riuniti Elettrodomestici (Trony – Sinergy)

 

 

 

IL GRUPPO

IERI

Gre – Grossisti Riuniti Elettrodomestici viene fondata, con forma giuridica di società cooperativa, nel 1972 da otto aziende operanti nel settore principalmente come grossisti (ne deriva anche il nome della società stessa).

Nel 1995 si trasforma poi in società di capitali a responsabilità limitata e nel 2004 in società per azioni. Lo scopo della società era all’inizio di capitalizzare la capacità di acquisto delle Aziende socie come gruppo di acquisto. 

Acquisizione Trony

Nel 1996 acquista il marchio Trony dal Gruppo Rinascente e nell’anno successivo, prima ed unica nel mercato, attua la strategia dell’insegna comune lanciando il marchio come insegna nazionale. Da qui il successivo passo strategico di modificare il proprio comportamento da semplice gruppo di acquisto a quello più complesso del gruppo di vendita, utilizzando e coordinando tutte le leve del marketing per trasmettere al Consumatore il concetto di catena nazionale, prima completamente made in Italy. 

Affiliazione Sinergy

Nella primavera 2000, dopo un lungo ed approfondito studio sulla strategia di approccio al consumatore, lancia il programma di affiliazione con insegna Sinergy, unico nel mercato per format e modalità funzionali.

Fondazione Gruppo Eda

La società è fondatrice nel 1990 del gruppo europeo E.D.A. European & Domestic Appliances: un g.e.i.e (gruppo europeo di interesse economico) attraverso il quale vengono attivati e gestiti accordi commerciali a livello pan europeo, con sede a Bruxelles.

 

OGGI

Attualmente la società è controllata da 25 aziende azioniste che possiedono una partecipazione paritetica, questo a retaggio e nel rispetto delle proprie origini cooperativistiche.

E’ condotta da un Consiglio di Amministrazione presieduto da Giuseppe Ferlito e composto da altri 6 membri che, oltre ad essere un’ampia rappresentanza della base sociale, garantiscono anche numericamente la pluralità dei soci.   

Gre e AIRES   

Gre è un’azienda associata AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati), l’organo istituzionale  che rappresenta le principali aziende e gruppi distributivi di elettrodomestici ed elettronica di consumo. Sul fronte dello sviluppo della rete, l’accelerazione non è casuale ma esprime l’interesse dei soci a investire risorse per presidiare meglio il territorio, in particolare in quelle città in cui l’insegna non è ancora presente. La scelta delle location è e sarà strettamente vincolata ad opportunità concrete indipendentemente dalla presenza di centri commerciali.

Il sistema informatico

Prosegue anche l’implementazione di un sistema informatico unico per tutti i soci che consentirà significative sinergie funzionali, gestionali ed economiche, da parte delle Aziende Socie e per la centrale Gre; così, per esempio, di conoscere gli stock aggiornati in tempo reale, le dinamiche delle vendite a livello di singola referenza,  così da poter agire centralmente come se fosse un’unica realtà nel dialogo con le aziende fornitrici.

 

CHI E’ TRONY

La mission : “Ogni cliente, una persona”   
La mission di Trony è quella di riunire i migliori professionisti del settore per offrire una vasta scelta di marche prestigiose e un’ampia gamma di prodotti innovativi con diverse alternative di prezzi, adeguati a tutte le tasche. Trony è un’insegna orientata alla persona, verso cui dimostra accoglienza, cura e interesse in tutte le fasi dell’acquisto: prima, durante e dopo. All’interno dei punti vendita tutti hanno la possibilità di muoversi in libertà, informarsi, scoprire, provare e scegliere prodotti, accessori e servizi sia autonomamente, sia richiedendo il supporto del personale di vendita. L’esperienza d’acquisto avviene in un contesto di competenza professionale, servizi mirati alle diverse esigenze dei clienti, completezza e varietà dell’offerta, oltre alla convenienza dei prezzi.

Il consumatore oggi   

(da 2008 “consumer sentiment index” di Alix Partners. Ricerca condotta in Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia).

Le priorità dei consumatori di oggi sono: fiducia, rispetto e un processo di acquisto efficiente. Questo significa poter risparmiare tempo, grazie ad un processo di acquisto efficace. Molto importante è poi una chiara disposizione della merce e orari di apertura comodi. Anche il prezzo è un elemento di grande importanza. La priorità però non è che il prezzo sia basso, ma che il costo delle referenze sia onesto (giusto rapporto qualità/prezzo) e riportato in modo ben visibile.

Quanto ai requisiti dei prodotti, sono ritenuti cruciali la qualità, l’assortimento ampio, un rifornimento costante e la presenza di personale cortese e qualificato. Centrale continua ad essere anche il ruolo assegnato alla shopping experience, poiché si sta entrando in una economia dell’esperienza che non è solo fruizione del prodotto ma anche di tutto ciò che sta intorno. Trony da sempre punta su questi elementi come fondamentali per la propria proposta.

Trony e i fattori di successo   

Per Trony, infatti, i fattori di successo sono:

–    la riconoscibilità e affidabilità dell’insegna: negli ultimi anni l’azienda ha lavorato molto sulle promozioni. Nel prossimo futuro la strategia prevede, come già fatto invece in passato, di puntare maggiormente sulla marca e i suoi valori, attraverso diverse attività. Questo al fine di renderla più distinguibile e riconoscibile al mercato;

–    la leggibilità del format espositivo: per un’insegna come Trony è un tema molto importante perché si rapporta ad un profilo di cliente molto ampio e deve quindi saper dialogare a più voci. E’ sempre più importante rendere la vita del cliente più facile facendo percepire quali siano le alternative che può avere quando acquista un prodotto, e se quel prodotto rappresenti effettivamente la soluzione alla sua esigenza;

–    disponibilità e competenza del personale di vendita che per essere messo nelle migliori condizioni deve poter contare su un format corretto e un’esposizione che abbia una correlazione ideale rispetto al mercato. Inoltre è importante che venga motivato e preparato. Da qualche anno vengono realizzati corsi di formazione, con percorsi specifici, sia agli addetti alle vendite sia ai direttori di punti vendita, lavorando anche sui contenuti di layout e di offerta del negozio;

–    il prezzo conveniente è sempre un criterio importante. Per poter considerare un punto vendita “conveniente” ci sono diverse leve su cui puntare sul punto vendita stesso: accoglienza, consulenza nelle fasi di acquisto, assortimento in linea con il mercato e novità, prezzi di vendita corretti, attività promozionale, estensione di garanzia, finanziamenti, punto vendita facilmente raggiungibile e buon parcheggio;

–    il tipo di location prescelta: tale attività viene svolta direttamente dai soci che decidono dove investire in relazione alle caratteristiche del territorio e della concorrenza.

Il nuovo modello di vendita

Trony ha da sempre come obiettivo quello di dare al cliente il meglio, grazie alla professionalità, ai servizi, alla convenienza e creando un mondo del quale i clienti si sentano parte. Per questo ha ripensato il proprio modello di vendita coerentemente con il proprio posizionamento, le proprie strategie commerciali e il tipo di esperienza che desidera realizzare con i suoi clienti nel tempo.  Tale modello consiste nel presentare nove modi di vivere e immaginare la tecnologia (immaginari), cioé aggregati di prodotti, servizi e competenza che rispondono a nove grandi bisogni specifici del cliente (giocare, comunicare, ricordare, ascoltare, guardare, climatizzare, cucinare, avere cura, pulire) e si basa su alcuni capisaldi:

–    considerare il cliente come persona. In un punto di vendita Trony, il Cliente è un ospite che deve poter acquistare in tranquillità, muovendosi in libertà, orientandosi facilmente, avendo la possibilità di richiedere il supporto del personale di vendita;

–    la volontà di comunicare a tutti, trasversalmente, indipendentemente dal tipo di età, sesso e capacità di spesa;

–    essere sempre in linea con le tendenze del settore. La tecnologia è uno dei settori con il più alto tasso di cambiamento, è sempre più densa    di funzioni e servizi per cui la “geografia” classica dell’offerta è completamente diversa rispetto a quella di un passato anche recente. La tecnologia evolve e anche il Cliente cambia modo di cercare e scegliere: il nuovo modello di vendita parte da un bisogno specifico del Cliente e si allinea all’esigenza di un’offerta mutevole;

–    dare valore. Oggi l’offerta di tecnologia è talmente ampia che il cliente può trovare tutto quello che cerca in più modi. La capacità di orientare, guidare, supportarlo nella scelta, è un valore. Trony vuole supportare sia un cliente frettoloso, che cerca velocemente una soluzione, che non vuole perdere tempo sia un cliente che ha bisogno di tempo e desidera essere orientato e supportato durante la scelta e l’acquisto;

–    offrire soluzioni al cliente che richieda anche semplicemente un prodotto.

Il concept store

Anche il concept store è stato da poco ristudiato sia per assecondare il nuovo modello di vendita (e quindi sulla base dei nove immaginari) sia perché gli store condividano, per quanto differenti per dimensioni e forma, alcune caratteristiche di base.

Il tutto per rendere il punto vendita sempre più accogliente e confortevole per il consumatore, luogo di soddisfazione di bisogni concreti e precisi.  Non si vendono più solo prodotti ma si soddisfano necessità specifiche offrendo il proprio servizio/consulenza di insegna attraverso la clusterizzazione dell’assortimento.

L’importanza del personale di vendita

Trony punta molto sul valore del marchio, al suo vissuto, alla forte valenza dei servizi all’interno dei punti vendita attraverso sia la cura dei format e del layout degli stessi negozi sia la competenza, professionalità e disponibilità massima del personale, così da offrire il massimo assortimento in un’ottica di vendita assistita e non solo di libero servizio. La clientela oggi è molto eterogenea e spazia dal consumatore evoluto che sceglie referenze di qualità sia per la sostituzione sia per il primo impianto, a quello che ancora difficilmente slega l’acquisto dall’offerta di primo prezzo . L’apporto del trade è sempre comunque fondamentale per indirizzare la clientela a comportamenti di acquisto più maturi. E’ fondamentale per il consumatore finale disporre di personale di vendita che sia in grado di anticipare i desideri: un’efficace informazione sull’offerta e un eccellente servizio di vendita, creano valore aggiunto.

A tal fine Trony da sempre punta molto sulla formazione del proprio personale per garantire la qualità, la cortesia, la proattività, l’affidabilità e riconoscibilità che appartengono a Trony e che sono le premesse indispensabili per costruire una relazione stabile e duratura con il cliente. Così sia i soci sia i direttori e i venditori partecipano a cosi di formazione dedicati, relativi all’analisi del punto vendita, all’analisi e lo sviluppo della redditività, alla leadership, alla motivazione e al coaching. Gli obbiettivi di tali corsi sono soprattutto volti alla migliore comprensione dei cambiamenti dei clienti e del mercato, oltre che alla creazione del senso di “squadra” e di appartenenza, e al consolidamento di una professionalità secondo uno stile di vendita e di servizio unici e differenziali.

La comunicazione

Trony è un’insegna giovane e i suoi valori si sono affermati e sono cresciuti anche grazie alla capacità di comunicarli attraverso campagne che li rispecchiano e che sono con essi coerenti. Trony è stato il primo gruppo del settore elettronica ed elettrodomestici a fare pubblicità a livello nazionale. Lo slogan “Non ci sono paragoni” entra in tv oltre dieci anni fa ed è ancora oggi al suo posto come firma di tutta la comunicazione della marca. In generale Trony comunica come un leader del settore. Il tono di voce si evolve nel tempo mantenendosi sempre all’avanguardia con campagne che hanno costantemente mantenuto uno stile moderno e divertente, caratterizzandosi per la loro forte componente di ironia e humour. Una comunicazione “non urlata”, non imposta al consumatore.

La comunicazione Trony è veicolata su diversi mezzi, partendo da volantini promozionali, passando per affissioni e campagne stampa, fino ad arrivare ad advertising su internet, comunicati radio e campagne televisive. Proprio la tv ha visto negli anni la messa on air di spot esilaranti, facilmente imprimibili nella memoria dei consumatori, contraddistinti da positive provocation e umorismo intelligente.

I contenuti degli spot non puntano solo sulla convenienza del prezzo. I messaggi  propongono servizi, valore aggiunto, innovazioni di settore, in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori.

Trony si presenta al pubblico mediamente con 6 campagne nazionali annuali, con una comunicazione trasversale allargata, avendo poi un livello più segmentato in termini di messaggio e media.  

 

NUMERI E CURIOSITA’

I primati

– Nel 1998 la lista nozze Trony arriva in televisione. È la prima proposta di lista nozze di elettronica e tecnologia per la casa.

– Nel 1999 nasce Trony Card. Una carta servizi davvero innovativa.

– Nel 2001 Tony propone Trony Gold. La prima carta servizi che è anche una carta di credito Visa.

 

Punti Vendita

 
TRONY
 
SINERGY
 
ABRUZZO
2
2
BASILICATA
1
3
CALABRIA
2
29
CAMPANIA
12
34
EMILIA ROMAGNA
5
0
FRIULI V.G.
3
0
LAZIO
10
18
LIGURIA
6
2
LOMBARDIA
24
29
MARCHE
8
5
MOLISE
1
2
PIEMONTE
19
12
PUGLIA
12
38
REP. SAN MARINO
0
0
SARDEGNA
10
23
SICILIA
11
22
TOSCANA
15
10
TRENTINO A.A.
5
0
UMBRIA
1
6
VALLE D’AOSTA
0
0
VENETO
ALBANIA
10
2
4
0
 
 
 
TOTALE
159
241
 
400

 

OBIETTIVI E PROSPETTIVE FUTURE

Con circa 400 punti vendita sul territorio nazionale (158 Trony – 241 Sinergy) Gre ha dichiarato per l’anno fiscale 2007 un fatturato di 1.400 milioni di euro, con un incremento del 9% rispetto al 2006. In termini di ripartizione del fatturato il 2007 ha fatto registrare una crescita delle vendite al dettaglio che si attestano a 73% contro il 70% del 2006, risultato legato direttamente alla numerose aperture di nuovi punti vendita. Il restante 27% è legato alla ridistribuzione.

L’ampliamento dell’offerta

Un format innovativo, una gamma di servizi standard in tutti i punti vendita e un parco commerciale allargato. Sia da un punto di vista quantitativo sia qualitativo Trony punta all’incremento della propria offerta per fidelizzare maggiormente il consumatore e proseguire sui trend di crescita registrati nel 2007 (9-10% a valore). L’ampliamento del numero di store, previsto questo anno in 25 nuove aperture, e la conquista di bacini di utenza strategici per densità di popolazione, rappresentano gli asset aziendali per rinforzare la presenza dell’insegna sul territorio.

Il “target-store”   

Entro la fine del 2008 il target che Trony si è posto è di arrivare a 175 store in tutta Italia, con una media si superficie netta di 1.500 mq (misura ottimale per presentare un ampio assortimento senza appesantire troppo i costi di magazzino). Oltre ad una presenza capillare sul territorio, Trony punta ad avere una propria proposta commerciale uniforme, con una particolare attenzione ai trend di mercato, migliorando il format espositivo e la qualità dei servizi alla clientela.

L’obiettivo è di avere un’impostazione riconoscibile in tutti i negozi, da una parte per stabilire dei paletti certi sui quali definire la proposta ideale (e definire il livello minimo di servizi ai clienti in tutti gli store), dall’altra per presentare in modo sufficientemente elastico un’offerta realizzata in virtù di esigenze legate alle novità di prodotto e allo sviluppo tecnologico.

14 Commenti

  1. antonio ha detto:

    Salve dopo aver acquistato una Tv da internenet Trony il 10-12-13 ad oggi 28-12-13 non è arrivato,ho speso la bellezza di1800.00€ un prezzo che fanno anche altri Ecommerce,fidandomi di una catena come Trrony,veramente “non ci sono paragoni”.Antonio

  2. Andrea ha detto:

    Buonasera a tutti, capisco che le vostre lamentele sono legittime , ma ogni ogni punto vendita ha la sua storia e  il modo di saper  gestire personale e clientela. Il gruppo Trony ovviamente se segnalato nei modi giusti saprà adoperarsi affinché non si  verifichino situazioni  del genere. Andate sul sito compilate il form e in 24 ore vi rispondono. Buon natale a tutti …… Il titolare di un punto vendita Trony!!

  3. Erminio ha detto:

    Perchè avete cancellato il mio commento ?
    La verità fà male ?

  4. NICOLAS ha detto:

    Sono un dipendente Trony e volevo rispondere al signore che ha ha acquistato un’aspirapolvere e dopo averlo usato epretende la sostituzione…premetto che la legge non prevede la sostituzione di un prodotto senon piace vale solo per la vendita per corrispondenza, inoltre se tutti dovessero fare come il signore i negozi dovrebbero chiudere , il punto vendita cosa doveva fare secono lei? ritirarlo e buttarlo via (viste le condizioni dell’elettrodomestico immagino) perche ha lei non andava bene.
    e’ giusto che il consumatore sia tutelato ma c’e’ un limite a tutto…

  5. francesca ha detto:

    La scorsa estate nelle città di Catania e Siracusa con relative provincie hanno chiuso tutti i punti vendita Elco Trony. Cos’è successo? Che fine hanno fatto tutti i dipendenti? E soprattutto perché se n’è parlato così poco? Qui capirete come e perchè…
    Futuro un cazzo !!!
    “Buon Natale un Cazzo” non si può dire. E nemmeno scrivere: non è educato, non è carino, è offensivo. L’avevano scritto su un cartello i lavoratori della Elco in sit-in qualche giorno fa in piazza Università, per far conoscere ai catanesi la loro situazione allucinante: oltre 180 dipendenti “sospesi” per la chiusura improvvisa dei negozi decisa da padroni senza scrupoli, ma non formalmente licenziati, sicché non possono nemmeno andare a trovare un altro lavoro.Gliel’hanno fatto togliere quel cartello: non sta bene. Non è educato incazzarsi se da luglio non vedi un centesimo perché da un giorno all’altro il padrone ti ha gettato sulla strada; non è educato rivendicare il proprio diritto al lavoro; non è educato fare notare che per i lavoratori della Elco non ci sarà nessuna festa, nessun regalo di natale per i loro figli, nessun panettone.Uno di loro al sit-in è arrivato in ritardo: doveva correre in banca per cercare di evitare che gli pignorassero la casa. Un altro è ancora capace di ironizzare, pensando di darsi fuoco, ma con la benzina verde per non inquinare. Un altro ancora fa notare l’assurdità di non poter bloccare il mutuo della casa perché ufficialmente non c’è stato alcun licenziamento o dell’angoscia che ti prende quando squilla il telefono e pensi che sia il padrone di casa che rivendica l’affitto. Parlano di dignità, che non la vogliono perdere: hanno portato delle catene con le quali incatenarsi simbolicamente ma precisano che non hanno alcuna intenzione di diventare dei “casi umani”, che i loro debiti li onoreranno e non smetteranno di dare battaglia per i loro diritti.Ce n’è uno che è diventato suo malgrado un leader, è lui quello che spiega ai giornalisti come stanno le cose: si piazza davanti alle telecamere, comincia a illustrare gli aspetti tecnici della vicenda, usa termini giuridici, adotta un tono pacato, ma a un certo punto ti accorgi che si sdoppia, è come se il suo cervello andasse da un’altra parte…”Scusi, ma non ce la faccio”, dice al giornalista, e se ne va lasciandolo con il microfono in mano.Spiegherà poi che non ne poteva più di dire le cose con fair play, di indorare una pillola amarissima, di tacere sui dubbi di illegalità di questa brutta storia, di essere educato…Già, che gli racconti a tuo figlio che ti chiede cosa gli regalerai per natale? Come glielo spieghi che se continua così non si potrà nemmeno comprare da mangiare? Come glielo fai capire che un padrone ottocentesco non ha avuto alcun riguardo e nessuno scrupolo mentre calpestava i loro diritti?E che gli dici a tuo figlio già nato o che sta per nascere “e se è una femmina si chiamerà Futura”? Come glielo dici che soldi per andare a scuola non ce n’è e perciò non c’è futuro? Futuro un cazzo! Questo è più “educato”?

  6. mario ha detto:

    Leggete tutti è bene che sappiate la verità:

    Protesta degli ex lavoratori Elco Trony: chiedono garanzie sul futuro
    Da qualche giorno a Catania, al numero 140 di via Giacomo Leopardi ha aperto un negozio di elettrodomestici e simili. Si chiama Unicity. Grandi vetrine, grandi spazi e l’immancabile slogan: “Grande tecnologia, piccoli prezzi”. Già perché, crisi o non crisi, il settore è di quelli che tirano e anzi rappresenta quasi il “topos” o persino l’archetipo del capitalismo globalizzato delle multinazionali: fanno nascere in te il bisogno indotto, convincendoti che per esistere tu abbia la necessità assoluta di possedere un televisore che occupi tutta una parete (rubando spazio alla libreria!), poi arrivano le finanziarie che ti prestano i soldi e tu, già che ci sei, compri anche il condizionatore di ultima generazione, cambi la lavatrice che ancora funzionava benissimo, ti porti a casa il frigorifero che ti fa i cubetti di ghiaccio personalizzati con l’iniziale di ciascun componente della famiglia, compri il cellulare per il bambino che sta per nascere….Un paio di settimane fa a Roma, nella zona di Ponte Milvio, ha aperto un centro commerciale Trony ed è successo un casino: c’era tanta di quella gente che sono dovuti intervenire i carabinieri per garantire l’ordine pubblico.Eppure a Catania, nella stessa strada di Unicity, un centinaio di numeri civici più in là, l’estate scorsa ha chiuso la Elco. Che ha chiuso anche a Misterbianco, a Tremestieri, a Siracusa, ad Avola e in altri centri: li ha chiusi tutti i suoi negozi, dall’oggi all’indomani, lasciando i suoi dipendenti – centinaia di lavoratori – e le loro famiglie nell’incertezza totale. “Elco, da cinquant’anni insieme a te”: poi un calcio in culo a ciascun lavoratore e chi s’è visto s’è visto.La vicenda – passata quasi sotto silenzio, fra indifferenza delle istituzioni e tentativi di “pacificazione” (non è forse questa la parola più di moda oggi in Italia per giustificare governi “tecnici” che continueranno a fare gli interessi dei padroni?) persino da parte di chi dovrebbe difendere il lavoro – risale al maggio dello scorso anno, quando l’azienda, di proprietà della famiglia Ferlito, adducendo improbabili difficoltà economiche, avviò una procedura di mobilità per cessazione dell’attività, nel frattempo trasformata in ricorso agli ammortizzatori sociali per alcuni e trasferimento ad altra società per altri. In realtà, raccontavano stamattina i lavoratori di Catania, in sit-in davanti alla sede di via Giacomo Leopardi, ci avevano già provato un paio di anni fa a licenziarne una quarantina: parlavano di debiti e di esuberi e i dipendenti avevano inutilmente proposto di ridurre le ore di lavoro per evitare i licenziamenti, che poi sono arrivati per tutti: una sessantina in cassa integrazione subito, poi tutti gli altri che prima sono stati ceduti dalla Elco alla Elco group (di cui è socia la famiglia Piccinno) e poi hanno dovuto fare i conti con la dichiarazione di fallimento di quest’ultima società e con la chiusura dei negozi: quelli di Catania sono poco meno di duecento e fra di loro ce n’erano alcuni che lavoravano lì da oltre vent’anni e c’erano venti coppie, marito e moglie tutti e due sulla strada. Molti cinquantenni. Vecchi per il mercato del lavoro. Ma questa cosa se l’è sentita dire pure una ragazza di 34 anni: sulle spalle un mutuo di ottocento euro perché basato su due stipendi – il suo e quello del marito – e due bambini piccoli. Quando cercava un altro lavoro, le hanno detto che non andava bene, perché volevano persone massimo venticinquenni: le sono venute le macchie sulla pelle e ha perso i capelli a ciocche, la cura è costata cinquecento euro per tre mesi, farmaci non mutuabili. Un altro negozio di elettrodomestici ha sbattuto la porta in faccia a un’ex dipendente perché donne non ne vuole: hanno figli e mestruazioni. Colpa gravissima, in questo Medio evo. E, a quanto riferiscono gli ex lavoratori, comunque gli altri negozianti non li vogliono perché sembra sia stata sparsa la voce che causa della crisi aziendale sia la loro incompetenza. Mentre erano lì, a fare una cosa che i sindacati gli avrebbero sconsigliato perché inutile (dev’essere uno degli effetti del cambiamento climatico pure questo: i sindacati che ritengono inutile lottare per il lavoro!), è passata a trovarli un’ex collega, una signora che è andata in pensione appena in tempo. Ci mancava poco che baciasse per terra per essere passata sotto un treno: sì, perché l’altra “porcata” che i lavoratori hanno dovuto subire è che non gli è stata neppure pagata la liquidazione e gli è stato proposto di ricevere il Tfr in rate semestrali nei prossimi cinque anni: che fa settanta euro al mese. E non è detto che ci sia nemmeno quello, perché il prossimo 29 novembre ci sarà in Tribunale l’udienza per il concordato preventivo, la procedura che serve ad evitare il fallimento: appuntamento di cui i lavoratori sono stati informati soltanto da pochissimi giorni e durante il quale temono fortemente che i creditori possano rivalersi anche su quanto spetterebbe agli ex dipendenti. Considerato che da luglio, da quando il negozio ha chiuso, non vedono un centesimo, veramente un affare! Perché non solo non hanno più lo stipendio, ma nemmeno un sussidio di disoccupazione dato che, a quanto sembra, non risulterebbero nemmeno licenziati: “Non rientriamo nemmeno nelle statistiche sulla disoccupazione”, dice una di loro. Così, in realtà, un altro lavoro non possono nemmeno cercarlo. A meno che – sintetizza un’altra – non sia un lavoro in nero.D’altra parte in una città come Catania, dove fioriscono ad ogni angolo bar e negozi in cui viene investito il denaro della mafia, dove i padroni ti fanno il mobbing e ti impediscono di iscriverti al sindacato, dove i patronati sono fabbriche di clientelismo, dove medici e notai chiedono di essere pagati in contanti per non fare la fattura, chi vuoi che si accorga di un’illegalità in più o in meno?“
    Potrebbe interessarti: http://www.cataniatoday.it/economia/ex-lavoratori-elco-trony-protesta.html#commentLast_0Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/CataniaToday/215624181810278

  7. mario ha detto:

    Questa verità (anche se tante altre porcherie non sono state menzionate per ovvi motivi) viaggia su internet già da qualche mese.
    Leggete tutti perchè è bene che sappiate:

    Risale a poche settimane fa l’apertura a Roma di un nuovo punto vendita Trony. Mentre al sud la situazione è totalmente diversa. La scorsa estate nella città di Catania e provincia hanno chiuso tutti i punti vendita Elco Trony. Cos’è successo? Che fine hanno fatto tutti i dipendenti? E soprattutto perché se n’è parlato così poco?Per saperne di più abbiamo incontrato, proprio davanti la sede Elco Trony di via Giacomo Leopardi, alcuni “ex” dipendenti.Partiamo dall’inizio: «Nel maggio del 2010 – ha raccontato Daniele Cannata, “ex” dipendente – la Elco apre una procedura di mobilità per cessazione dell’attività. I 187 dipendenti vengono informati che l’azienda versa in gravi condizioni economiche. Si apre un tavolo sindacale durante il quale la Elco afferma che si riserva di trovare dei partner per rilanciare l’azienda. Da procedura di mobilità questa storia magicamente diventa un ex art.4, un ricorso agli ammortizzatori sociali. La società era già formata. Già c’era una Elco Group con due nuovi partner. Improvvisamente, 66 lavoratori su 187 devono entrare in cassa integrazione. I 119 in carico sono trasferiti nella nuova società. È un trasferimento di ramo d’azienda, ma i lavoratori continuano ad operare negli stessi punti vendita, con le stesse magliette, con gli stessi direttori. Unico cambiamento l’intestazione nella busta paga».Cos’è successo in questi mesi?«In 7 mesi non c’è nessun rilancio – ha proseguito Cannata – non arriva la merce, all’interno non c’è riorganizzazione, né iniziative promozionali. Anzi oserei dire che chi è rimasto in carico è stato anche insultato, tacciato di poca professionalità, perché la gente non entrava nei negozi. Ma chiaramente era palese che non ci fosse il mezzo per poter attirare il cliente, cioè o la merce o il volantino con la merce in promozione».Cosa succede quest’estate?«In una riunione – ha continuato – viene dichiarato che la Elco Group fallisce perché non ci sono i margini per continuare. La famiglia Piccinno (i due soci che hanno affiancato i Ferlito), proprietari del marchio DPS (39 negozi in Italia), che hanno aperto a Roma 15 giorni fa e che hanno spaccato il mercato, a Catania non hanno fatto altro che dare una mano ai signori Ferlito a mascherare un licenziamento collettivo da passaggio ramo d’azienda Il 31 luglio Elco Group chiude i battenti. Tutti a casa sospesi! Anche i 66 lavoratori che finiscono di percepire la cassa integrazione. Tutti i dipendenti sono sospesi a tempo indeterminato a zero euro. Noi percepiamo la busta paga a zero euro».La situazione attuale è di 187 dipendenti a casa senza stipendio…«Gli avvocati ci dicevano che andava tutto bene – ha affermato Corrado Dollo, “ex” dipendente – ma poi misteriosamente si tiravano indietro e ci restituivano i mandati. Noi non siamo tutelati da nessuno, non ci fidiamo più di nessun avvocato e i sindacati fanno quello che vogliono o quello che sono autorizzati a fare…».«I sindacati – ha aggiunto Cannata – hanno fatto il volere della società, non gli interessi del lavoratore».«Io non vedo i proprietari da quando ho lasciato il mio ufficio – ha confessato Dollo – Sono andato in ferie e non sono più rientrato. Alla fine delle ferie mi è arrivata una raccomandata dove si diceva che non era più necessario il mio servizio».«Ci sono quasi 200 persone a casa – ha dichiarato Cannata – e su questa situazione si tace vergognosamente».«Adesso hanno presentato la domanda di concordato preventivo», ha aggiunto.«Hanno proposto – ha spiegato Dollo – il pagamento del nostro TFR in comodissime rate semestrali in 5 anni».«Diluiti sono 70 euro al mese da quando saremo licenziati», ha detto Daniele Cannata.Cosa avete chiesto all’azienda?«L’azienda non ci ha voluto sentire – ha dichiarato Cannata – Abbiamo chiesto la mobilità volontaria, ma c’è stata negata. Nessuno di noi ha trovato lavoro in altre aziende. Gli altri marchi importanti sono stati informati di non assumere ex dipendenti Elco. Perché attribuiscono la colpa del fallimento ai dipendenti. Ci viene detto in faccia che hanno il dovere morale di non ingaggiare nessun dipendente Elco, perché hanno saputo che i guai dell’azienda sono nati per colpa dei dipendenti».187 dipendenti, 187 persone, 187 famiglie. 187 persone che vogliono, giustamente, farsi sentire. E queste sono le voci:«Noi facciamo appello alle Istituzioni, innanzitutto al presidente Lombardo. Ci sono 187 famiglie che da oltre 4 mesi non percepiscono alcuna spettanza».«Chiediamo principalmente il lavoro».«A 50 anni non ci vuole più nessuno. Siamo sposati, abbiamo figli, questo è il problema più grande».

  8. mario ha detto:

    Ringrazio Sonia (21 luglio 17:54)che è l’unica ad aver compreso la realtà della fu elco spa. Credimi cara Sonia ho servito questa azienda dando il massimo di me stesso per ben 23 anni, ho trascurato tutto e tutti e soprattutto la mia famiglia…. Per farla breve, alla fine i figli del GRANDE, UNICO, VERO, CAPACE E FONDATORE “DR.ENNIO” hanno dato a tutti il benservito con un bel calcio nel sedere, tenendosi ogni cosa anche le nostre liquidazioni per le quali ci battiamo e batteremo fino all’ultimo sangue in sede legale. Ti confesso comunque che ho perso ogni fiducia in questa giustizia che permette ai soliti ricchi di farla franca dopo aver succhiato il sangue ai “poveri operai”.
    ELCO TRONY: UNA MEGA TRUFFA SENZA PARAGONY !
    Questo purtroppo non è uno slogan pubblicitario, ma la triste realtà.

  9. CARPINETI ha detto:

    ho acquistato un aspiratore BLACK & DECKER DUSBUSTER PRESSO IL NEGOZIO TRONY DI FANO,, dopo averlo provato e rilevato che la potenza di aspirazione non era adeguata alle mie esigenze, non raccoglieva totalmente granuli e polvere, sono tornato dopo appena cinque giorni chidendo perlomeno la sostituzione con un prodotto con maggiore potenza o anche un prodotto diverso, salvo conguaglio monetario, con fare assolutamente dittatoriale e perentorio mi è stata preclusa qualsiasi soluzione per il fatto che era stato provato e che il filtro era sporco con polvere o addirittura con tracce di cenere. Impossibile qualsiasi sostituzione o soluzione diversa . E’ una cosa veramente vergognosa , tantopiù che presso un vicino grande magazzeno, noralmente la merce non solo viene sostituita o variata, ma ti restityuiscono addirittura il denaro per poter fare qualsiasi altro acquisto. E’ una vergogna . Insomma impossibilità di sostituzione o variazione di prododotto solo perchè era stato provato per raccogliere vari tipi di polvere e granuli; un aspiratore a che cosa avrebbe dovuto servire ?, quale soprammobile?

    Sono stato, comunque turlupinato da TRONY solo per l’ultima volta in quanto avrò cura di non metter più piede in tali magazzeni o comunque del gruppo G:R:E: Con, naturalmente il massimo di propaganda avversaria.

  10. raco maria caterina ha detto:

    Ho comprato un pc aplle presso il punto vedita di euroma2 il17/12/2011,il23/12/2011 mi reco al punto vendita mi risponde il capo reparto invitandomi a tornare dopo le feste per la sostituzione . Il 3/1/2012 torno al PUNTO VENDITA EUROMA2 .RISPOSTA NON E’ POSSIBILE! IL CAPO REPARTO  SI’E’ SBAGLIATO!.:!NON CI SONO PARAGONI.PASSO PAROLA…..NON ENTRATRE NEI NEGOZI TRONY….

  11. Sonia ha detto:

    Buonasera, la mia esperienza alla Trony di Siracusa è ben diversa…..direi estremamente positiva.
    Sono cliente praticamente da sempre.
    Scrivo perché mi rammarica vedere in che condizioni oggi quei ragazzi così professionali, cordiali, disponibili e sorridenti siano costretti a lavorare.
    Ho fatto degli acquisti proprio la settimana scorsa, e devo dire che la mancanza dell’aria condizionata è il più evidente disagio che come consumatore mi è venuto all’occhio o meglio che ho sentito a pelle, ma subito dopo mi sono resa conto che gli scaffali erano quasi vuoti.
    Chiedo informazioni in merito a ciò al direttore, che con estrema professionalità e oserei dire, per quello che ho appreso ieri, attaccamento all’azienda, è restato sul vago.
    Ieri leggo su La Sicilia che la Trony è destinata a sparire dal mercato delle province di Siracusa, Catania.
    Scrivo in questo forum che per me rappresenta il GRE, perché mi stupisce tanto silenzio…come mai sembra che non stiate facendo nulla per risollevare le sorti della Elco S.p.A. e dei suoi 180 dipendenti e famiglie?
    Possibile che la cooperazione che sta all’origine della fondazione del GRE venga meno dinanzi a situazioni di questo tipo? Come mai nessuna comunicazione o iniziativa pubblica da parte vostra?
    Sempre ieri ho anche appreso delle dimissioni del presidente del consiglio di amministrazione del GRE.
    A proposito di ciò mi viene fatto notare che l’ormai ex-presidente è anche uno dei membri della famiglia Ferlito fondatrice della Elco S.p.A.
    Ovviamente le voci si susseguono, è ormai notizia certa che la Elco Group S.r.l. (costituita dalla Elco S.p.A. e DPS) è stata messa in liquidazione e sono sicura che a breve i punti vendita verranno chiusi.
    Ed i Ferlito? Pare siano spariti, nessun contatto con i dipendenti, con i loro dipendenti.
    Tutto questo mi lascia senza parole…e prima di porgere i miei cordiali saluti vi rendo partecipe di una mia perplessità, scusatemi ma si tratta di cooperazione o di capitalismo?

  12. Maurizio ha detto:

    Lo scorso Natale ho ordinato e pagato un prodotto alla TRONY di Omegna. Il prodotto però non è mai arrivato quindi la TRONY mi ha proposto un buono d’acquisto per la stessa cifra. Siccome al momento non c’era nulla che potesse interessarmi mi è stato consegnato un buono d’acquisto (che ancora conservo) da utilizzare a piacimento entro il mese di giugno. La TRONY di Omegna però ha chiuso improvvisamente i battenti a metà maggio. Ho telefonato alla TRONY di Varese che mi ha risposto che il gruppo Bernasconi è fallito quindi tutti i creditori (compreso me) rimangono con il cerino in mano. Ma io il prodotto pensavo di averlo ordinato alla TRONY e non da Bernasconi (che non so nemmeno chi sia!).. Ho anche chiesto al signore di Varese se potessi rivolgermi ad un altro TRONY ancora aperto e lui non mi ha saputo rispondere. A quel punto ho capito … sono stato fregato ! … ma vi assicuro che è l’unica e ultima volta che mi fregano alla TRONY.

  13. Michele ha detto:

    E questo è uno dei tanti aneddoti che il pubblico può assistere.
    Non immaginate quel che accede nel retro dei punti vendita…prendono a calci la merce in riparazione della gente.
    Visto con i miei occhi…
    Non c'è che dire…Trony – non ci son paragoni.
    In miniera vi manderei.
    Saluti, Michele Monetti.

  14. Caldarella Lorenzo ha detto:

    Salve, sono un consumatore, sabato 5 dicembre io e la mia famiglia ci siamo recati al centro commerciale il giardino di avola, e mentre mia moglie visitava altri negozi, io e le mie bambine siamo entrati alla Trony per curiosare e pensare a  quelli che saranno i regali di natale.Le mie figlie hanno trovato una versione della nintendo ds rosa, da loro spesso richiesta, ed io risposi loro, per natale te lo compro, l’altra mia figlia invece desiderava un cellulare quindi abbiamo scelto alcuni modelli che le potevano interessare, io invece quest’anno avevo deciso di cambiare il televisore del salone con uno più grande, visto che mi ha colpito la qualità dei nuovi televisori Samsung a Led, e con notevole cortesia dell’addetto, ho ottenuto delucidazioni sugli innumerevoli vantaggi che esso offre.Ero quasi convinto all’acquisto quando mi raggiunse mia moglie per farmi notare un nuovo portatile della Sony di colore rosa, un nuovo modello esteticamente attraente per mia moglie, quindi mi sono avvicinato all’addetto del reparto che mi stava spiegando le caratteristiche costruttive e tecnologiche del portatile in questione, quando abbiamo notato, io e le altre persone vicine, dei rumori provenienti dal reparto dei telefonini lì vicino, quando vidi qualcuno dentro il reparto che armeggiava con qualcosa generando questi rumori.Il signore in questione stava con violenza inaudita strappando una stampante (che vidi poco dopo) che era collegata ad un computer, e mentre la sosteneva con le mani tirava con forza e rabbia i cavi rimasti collegati, poi lo vidi passare accanto a me con la stampante in mano,vidi le mie figlie che lo fissavano con  uno sguardo impaurito e teso, quindi decisi di prendere le mie figlie e mia moglie per uscire dal negozio, ringraziai il commesso e mi sono diretto verso l’uscita quando, nuovamente, nei pressi delle casse abbiamo assistito ad un’altra esibizione dello stesso signore che attira la nostra attenzione, vidi lanciare con violenza e rabbia a terra la stampante che aveva in mano per poi prenderla a pedate. Allibiti e senza alcuna spiegazione dell’accaduto dissi a mia moglie:”ma in che razza di negozio siamo… Ma sono pazzi…” e noi dobbiamo  acquistare qui i regali alle nostre  figlie, non intendo comperare nulla qui dentro”.Io da consumatore e cliente non metterò MAI più piede alla Trony, perché è inammissibile che si assista a certi spettacoli, chiunque esso sia, dipendente, direttore, proprietario,  responsabile, non importa quale sia la sua funzione, la Trony forse non sa cosa succede lì. Io sono un commerciante e non affido a certe persone la mia attività se non sono educate, cortesi e disponibile verso la clientela, e non accetto nulla di differente, pensavo di  trovarmi  bene adesso che c’è la Trony ad Avola, è comodo, vicino casa, è un centro accogliente che serviva nelle nostre zone, ma ho capito che a volte basta percorrere 22 km arrivare a Modica da buon vecchio cliente per trovare cortesia e rispetto.Io  farò cattiva pubblicità della Trony, perché mi ha dato fastidio quello che ho visto ed anche se i prezzi o meglio ancora i dipendenti siano qualificati e cortesi nel delucidare e consigliera l’acquisto, non consiglierei a nessuno di andare lì.Inizialmente non volevo scrivere, ma ho pensato di mettere a conoscenza Voi ed i consumatori dell’accaduto.Evidentemente  a  questa persona non interessa portare avanti  l’azienda visto che la rabbia e la violenza dei suoi  gesti dimostrano la dedizione al suo lavoro. Quando si lavora in un’attività pubblica, la cortesia, e l’educazione sono i principi fondamentali per intraprendere questo lavoro difficile, perché in quel momento ha offeso i clienti e il nome che rappresenta .I miei regali li ho acquistati da Euronics ho spesso in tutto circa € 3.100, grazie ai consigli che ho appreso dai commessi di Trony, ho adesso a casa uno splendido televisore 46” a Led di cui sconoscevo l’esistenza.Nell’augurare che la mia lettera serva alla Trony per porre rimedio all’accadutoÈ vero non ci sono paragoni…Distinti SalutiCaldarella  Lorenzo

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