Quale futuro per le catene Hi-Tech in Italia – Prima Parte: La nostra inchiesta sul presunto declino dei megastore dell’elettronica


Pubblicato il 16 gennaio da Riccardo Dell'Aversana

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Sulle possibili soluzioni in grado di invertire la preoccupante tendenza involutiva registrata lo scorso anno, la nostra redazione ha interpellato i dirigenti dei megastore dell’elettronica più importanti e diffusi sul territorio nazionale. Nei prossimi giorni, pubblicheremo tutti gli interventi, tra spunti salienti e interessanti prospettive per l’avvenire delle catene hi-tech

 

 

Elettronica di consumo? Sì, forse, no grazie. Le catene dedicate all’hi-tech ed all’universo multimediale, che hanno attraversato nell’ultimo decennio una fase di grande espansione, sembrano avere il fiato corto. A giudicare dalle notizie non proprio confortanti che si sono freneticamente succedute nel corso dello scorso anno, è difficile immaginare quale potrebbe essere lo scenario futuro. Quali le cause scatenanti di una regressione tanto grave da spingere le maggiori aziende presenti sul territorio italiano a far cessare, nel corso del 2008, l’attività di diverse filiali? Bastano la crisi economica ed il conseguente crollo dei consumi a spiegare la chiusura di ben quaranta punti vendita UniEuro (pari a quasi il venti percento degli incassi annuali, a seguito di un calo delle vendite dell’11%)?  Ma siamo proprio sicuri che, chi perde una cospicua quota di mercato nel proprio settore, la ceda realmente ai propri competitors? Cosa dire poi del disorientamento dei potenziali clienti che, da un giorno all’altro, assistono a incomprensibili staffette tra insegne? E se ce n’è troppa di trippa, come faranno i gatti a mangiarla tutta? Insomma, di consumatori ce ne sono eccome: a scarseggiare, si sa, sono le risorse. E forse anche qualcos’altro. Ciò che la grande distribuzione dell’elettronica ha finito colpevolmente col trascurare è la competenza dei propri dipendenti. Via via, ci si è forse convinti che fornire un’adeguata e professionale assistenza all’acquisto non dovesse più essere prerogativa essenziale. Non si vuol certo fare di tutta un’erba un fascio, ma quante volte vi sarà capitato di entrare in un qualsiasi punto vendita “specializzato”, chiedere all’addetto di turno qualche informazione tecnica su un determinato prodotto e, nel migliore dei casi, sentirvi elencare prezzo e  caratteristiche già presenti in bella vista sul cartellino ben leggibile anche da voi? Ed è difficile oggi pensare di ricevere un servizio di assistenza più qualificato semplicemente cambiando catena. Probabilmente non sarà la panacea di tutti i mali, ma l’idea di sottoporre il proprio personale ad un periodo di training formativo più accurato non sarebbe affatto sbagliata. D’altro canto, è proprio questa una delle lacune che sta spingendo i consumatori verso l’e-commerce: dalla navigazione su siti e forum specializzati alla visita virtuale dei negozi on-line il passo è molto breve. Inoltre, ecco un altro potenziale punto di forza: non puntare unicamente alla vendita del prodotto, ma anche di servizi ad alto valore aggiunto.

Sulla pertinenza delle proposte appena indicate e sull’esigenza (o meno) di individuare possibili soluzioni in grado di invertire una preoccupante tendenza involutiva, la redazione di PriceSharing ha ritenuto quanto mai opportuno interpellare i dirigenti dei megastore dell’elettronica più importanti e diffusi sul territorio nazionale. E’ stata un’occasione preziosa per verificare con alcuni dei massimi esperti del settore lo stato di salute di un mercato sì in affanno, ma con ampi margini di crescita. Nei prossimi giorni, pubblicheremo tutti gli interventi: molti gli spunti salienti che andranno a comporre il mosaico della nostra inchiesta. Ci auguriamo che, una volta completato il quadro, anche i nostri lettori avranno trovato interessanti i nostri contenuti. Per questo motivo, vi invitiamo a commentare, ragionare, discutere sugli argomenti che man mano verranno sviscerati. Il nostro viaggio nel mondo delle catene hi-tech è appena iniziato…

 

 

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4 Commenti

  1. […] le dichiarazioni rilasciate a PriceSharing.it nell’ambito dell’inchiesta “Quale futuro per le catene Hi-Tech in Italia”, pubblicata a tappe sul nostro […]

  2. Quale futuro per le catene Hi-Tech in Italia – Seconda Parte: Alfonso Polidori (Trony): ‘Coltivare il rapporto con il cliente grazie a un personale professionale ed aggiornato’ | PriceSharing.it scrive:

    […] dilemmi ci eravamo posti qualche giorno fa, nell’articolo che introduceva la nostra inchiesta sullo stato di salute delle catene specializzate […]

  3. […] la crisi: è questo l’obiettivo numero uno, com’è emerso anche nell’inchiesta sulle catene hi-tech che il nostro sito sta svolgendo in questi giorni (per inciso, il settore dell’elettronica […]

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