Azienda britannica leader nel mercato dei prodotti alimentari scaduti: prezzi stracciati e boom di vendite da consumare entro la fine della crisi


Pubblicato il 13 gennaio da Riccardo Dell'Aversana

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Quante volte ci siamo chiesti: perché la data di scadenza, indicata sulle etichette o confezioni esterne dei prodotti alimentari, viene accompagnata da quattro parole che – così messe in fila – suonano vagamente ambigue? “Da consumarsi preferibilmente entro”… Cosa significa? Se un cibo scade, scade: allora meglio trasformare la dicitura in “Da consumare tassativamente entro” e buonanotte a pane, salse, pasta, acqua, salumi, carne e chi ne ha più ne metta. La verità è un’altra: il buon senso c’insegna che, se ancora belli integri nei loro imballaggi sigillati, in genere gli alimenti si mantengono bene almeno per qualche altro giorno. E allora ecco che, specialmente in tempi di crisi, può essere affrettato disfarsi di questi prodotti a poche ore dalla loro scadenza ufficiale. Ha fatto addirittura sensazione come, nel Regno Unito, l’azienda “Approved Food” – che da otto anni si è inventato un settore in cui è leader incontrastata del mercato nazionale, ovvero la vendita di prodotti alimentari scaduti – abbia fatto segnare negli ultimi tre mesi del 2008 un incremento del proprio fatturato pari al mille percento!

 

Una notizia che induce ad un’attenta riflessione non solo sulle dimensioni macroscopiche della recessione a livello mondiale, ma anche su quanto sia fortemente avvertito nella popolazione il bisogno di risparmiare. Del resto, è la stessa agenzia governativa che regola e controlla il settore alimentare in Gran Bretagna (la Food Standards Agency) a consentire la vendita dei prodotti alimentari anche dopo la data di scadenza.  Dal canto suo, la “Approved Food” (che ha sede a Worksop, nel cuore dell’Inghliterra, tra Manchester e Nottingham) da quasi dieci anni li acquista a prezzi irrisori da supermercati che non vedono l’ora di disfarsene. Ma quella che molte catene della grande distribuzione vedono come una pericolosissima  sciagura mediatica (se il cliente scopre che ad essere venduti sono beni alimentari scaduti, si corre il rischio di un disastroso ed irrefrenabile passaparola negativo), per l’azienda anglosassone è vera manna dal cielo. L’importante è essere chiari, sinceri, cristallini: almeno su questo, la “A.F.” è assolutamente inattaccabile. “Siamo i maggiori venditori on-line del Regno Unito di cibo e bevande a breve scadenza e scaduti”, si legge sul sito ufficiale.  “Nata originalmente come azienda operante nel mercato all’ingrosso (www.cragscashandcarry.com), la ‘Approved Food’ può ora consegnare beni a casa vostra a prezzi incredibili. Non tutte le linee di prodotti presenti questa settimana sono sicure di restare qui anche la settimana prossima. Quindi, se siete interessati a qualcosa, non lasciatevelo scappare: potreste rimanere delusi”. 

 

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6 Commenti

  1. Sicurezza Alimentare: La parola all’esperto. Arriva la nuova rubrica tematica di PriceSharing.it | PriceSharing.it ha detto:

    […] sequestro di alimenti avariati ad opera dei Nas; l’altro incentrato sull’ Approved Food, azienda britannica leader dei prodotti alimentari […]

  2. Ancora sui cibi scaduti: un’occasione per fare chiarezza sulla sicurezza alimentare tra allarmismi di associazioni e dubbi dei consumatori | PriceSharing.it ha detto:

    […] popolazione, costituisce un grave crimine soprattutto morale. D’altra parte, come già segnalato dalla nostra redazione qualche giorno fa, qualche abile (e legittimo) profittatore di recessione e […]

  3. nicola ha detto:

    Ma sapete se esistono dei siti che vendono questo prodotti anche in Italia? o, in alternativa, dei negozi o dei magazzini?

  4. Riccardo Dell'Aversana ha detto:

    Mirko, hai fatto bene a specificare la differenza.
    Ma nostra era e resta comunque una provocazione.

  5. Mirko ha detto:

    C’e’ una bella differenza tra le due diciture, non si puo’ fare semplicemente come dici tu.

    Nell’etichetta alimentare la dicitura ” da consumarsi preferibilmente entro ” indica il termine minimo di conservazione, cioè la data entro la quale il prodotto conserva integre le sue qualità. Oltre tale data può essere liberamente consumato, ma il produttore non garantisce l’assenza di segni di degradazione più o meno evidenti.

    “Da consumarsi entro il …” indica la data di scadenza cioè la data entro la quale il prodotto deve essere necessariamente consumato. Non si tratta quindi di una semplice raccomandazione come nel caso precedente, ma di un vero e proprio vincolo a cui il consumatore deve attenersi

    L’uso dell’una o dell’altra dicitura non e’ quindi una libera scelta del produttore: dipende dalla deperibilita’ del prodotto. Non e’ come dici tu… che “per qualche altro giorno” va ancora bene.

  6. Marco ha detto:

    Ciao.

    Perchè non inserite la data di pubblicazione dei post?

    Non si sa mai se sono articoli del 2007, del 2008 o del 2009!

    🙂
    Marco

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