Distributori carburanti: obbligo per i gestori di trasmettere i prezzi al Ministero dello sviluppo economico


Pubblicato il 11 maggio da Stanislao Di Bello

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Nuove regole per gli impianti di distribuzione dei carburanti. I gestori, infatti, avranno l’obbligo di comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico i prezzi praticati al pubblico, secondo quanto dispone un emendamento presentato dalla senatrice del PD Anna Rita Fioroni e approvato dal Governo il mese scorso.
La norma (che in realtà era già stata introdotta anni fa, ma soltanto per i distributori autostradali) ha lo scopo di rendere più trasparente la commercializzazione dei carburanti da parte dei gestori, fornendo al consumatore la possibilità di conoscere i prezzi imposti dai vari distributori d’Italia. Inoltre, secondo la promotrice dell’emendamento, una maggiore pubblicizzazione dei prezzi favorisce la concorrenza tra i gestori, a vantaggio degli automobilisti. Resta ancora da stabilire, tuttavia, la modalità con cui questi dati saranno gestiti e diffusi dal Ministero. E ciò, in effetti, rappresenta uno dei punti cruciali del provvedimento, vista la grande quantità di informazioni che verranno a confluire nel sistema centrale.

Favorevole il parere di Rosario Trefiletti, Presidente della Federconsumatori, che in un comunicato stampa del 06/05/2009 dichiara: “Siamo particolarmente soddisfatti che sia stato accolto dalla maggioranza un emendamento del PD  che obbliga i distributori di carburante a comunicare i prezzi di vendita dei carburanti al Ministero dello Sviluppo Economico, che potranno così essere messi opportunamente a disposizione degli automobilisti. Certo questo risultato positivo non risolve i problemi legati alla doppia velocità dei prezzi ed alle speculazioni sempre in atto, ma contribuisce  alla concorrenza del settore dando maggiori possibilità di risparmio al cittadino consumatore che oltre tutto vorrebbe avere maggiori punti di rifornimento carburante sia nei grandi centri commerciali e sia con le cosiddette “pompe bianche” attraverso un serio e concreto processo di liberalizzazione che potrebbe comportare agli automobilisti risparmi sino a 10 centesimi al litro sui carburanti pari ad un risparmio complessivo di 120 euro all’anno”.

Critiche arrivano invece da Roberto Di Vincenzo, Segretario Generale della FEGICA (Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini), il quale batte fondamentalmente su 3 punti: lo scarso successo riscontrato dalla stessa norma già in vigore per la rete autostradale; l’enorme quantità di informazioni da gestire dalla banca dati del Ministero (considerando che i prezzi dei carburanti possono cambiare anche con frequenza giornaliera); la disparità di trattamento tra gestori di distributori e gli altri commercianti, su cui non grava tale obbligo. Queste le sue parole, in una lettera rivolta direttamente alla senatrice Fioroni:
“L’esperimento della comunicazione del prezzo “praticato” diverso da quello consigliato stante la norma contenuta nel Regolamento CE 2790/99 è stato effettuato in autostrada: gli impianti posti lungo questa viabilità sono 450 e la “fruibilità” dell’informazione è, a dir poco scarsa, quando non, addirittura controproducente considerato che esiste una doppia velocità fra la comunicazione da parte del Gestore e l’elaborazione e pubblicizzazione dell’informazione.
In Italia ci sono circa 25.000 impianti di distribuzione carburanti per uso di autotrazione: su circa il 50% di questa rete si è diffusa negli ultimi anni una doppia modalità di erogazione: abbiamo isole “servite” ed isole “self service”. Poiché i carburanti  normalmente esitati sono quattro (due qualità di benzine e due qualità di gasolio), al netto di prodotti quali metano e gpl, secondo la norma introdotta ogni Gestore dovrebbe comunicare otto diversi prezzi, ogni giorno -sempre che non si diffonda quello che, ormai, va sotto il nome di "happy hour”, per almeno 4 volte al giorno (apertura antimeridiana; chiusura per l’intervallo con funzionamento in modalità self; riapertura per il turno pomeridiano; chiusura serale ed attivazione della modalità notturna in self service). Un totale di 32 prezzi al giorno per 25.000 Gestori che porta il numero delle informazioni a 800.000 (ottocentomila) che “qualcuno” dovrebbe ricevere e mettere a sistema.
Il regolamento comunitario 2790/99 indica chiaramente che il “prezzo” al pubblico deve essere fissato -senza alcun vincolo- esclusivamente dal rivenditore finale (nel nostro caso il Gestore): il voler obbligare tale rivenditore alla comunicazione del suo prezzo crea, per altri versi, una disparità di trattamento rispetto ad altri soggetti economici. Tanto per far un esempio il prezzo al pubblico dei carburanti è gravato, per oltre i due terzi da accise ed Iva mentre il prezzo del pane o del latte, della carne piuttosto che delle zucchine (caffè piuttosto che acqua minerale che zucchero o olio d’oliva o farina), nonostante non abbia tale rilevante gravame impositivo non sarebbe soggetto ad alcun controllo o ad alcuna comunicazione.
Ovviamente cercheremo in tutte le sedi e con tutti gli strumenti in possesso della categoria di modificare lo scenario che emerge: nel frattempo, ove Lei lo ritenga opportuno, siamo a Sua disposizione per illustrarLe, nel dettaglio, alcuni dei problemi che abbiamo qui evidenziato”.

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