Saldi invernali, primi bilanci: bene solo le griffe. Scontro tra le associazioni. Codacons: Sarà un bluff. Confcommercio: No allarmismi, si al buonsenso


Pubblicato il 8 gennaio da Riccardo Dell'Aversana

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Prime sentenze (e magre consolazioni) per i commercianti, che hanno tratto un bilancio provvisorio e già poco soddisfacente a pochi giorni dall’avvio della stagione dei saldi invernali. Se è vero che, in molte zone dell’Italia, il maltempo (soprattutto la pioggia) ha suggerito ai consumatori di non riversarsi nelle strade di centri storici, inondando di conseguenza i centri commerciali, l’altra faccia della medaglia presenta un rapporto assai discordante tra affluenza registrata ed acquisti effettivamente fatti. Non che manchino le opportunità di risparmiare un bel po’ di soldi, con sconti che quasi in ogni dove arrivano al cinquanta percento (con picchi fino all’80%). Ma è altamente probabile che, già al giro di boa, le prime stime difficilmente premieranno le ottimistiche previsioni delle associazioni di categoria.

A parte le grandi file registrate nelle maggiori città italiane davanti alle griffe più prestigiose e l’invasione della grande distribuzione, risulta complicato scorgere altre indicazioni positive. Abbigliamento, calzature ed accessori di moda si sono confermati i settori maggiormente presi d’assalto dai consumatori. D’altronde, come resistere agli invitanti cartelloni esposti nelle vetrine di grandi marchi, che applicano ribassi fino al 50% anche alle nuovissime collezioni invernali? E, dopo le contrastanti previsioni della vigilia rese note rispettivamente dalle associazioni di consumatori e di commercianti, la discrepanza resta molto ampia anche sui dati relativi ai primi andamenti delle vendite. Resta molto pessimista il Codacons: il presidente Carlo Rienzi, nel commentare il meno trenta percento di presenze nelle principali vie dello shopping della capitale (dato raccolto  dall’associazione nella mattinata della prima giornata di saldi), aveva commentato: “Si tratta di un dato particolarmente negativo, se si considera che il primo giorno di saldi è quello che fa registrare il tutto esaurito nei negozi”. Molto meglio invece i centri commerciali e gli outlet, “dove la presenza di cittadini in cerca di occasioni è stato in linea con i numeri registrati lo scorso anno. Sulla lunga distanza le nostre previsioni restano comunque pessimistiche: saranno saldi flop, con una contrazione media dei consumi del 30%».  In totale disaccordo Roberto Manzoni, presidente della Fismo e membro della Giunta Nazionale Confesercenti. “Basta con i pessimismi preconcetti: la stagione dei saldi sia invece una sfida positiva alla crisi”. Alla larga, quindi, dalle stime “allarmistiche e campate in aria che parlano di cali anche fino ad un 30% negli acquisti. Il buon senso dei consumatori e la serietà degli esercenti saranno in grado di riportare su un piano di maggiore serenità questa fase importante per i consumi italiani”. Infine, AssoConsumatorItalia dichiara “delusione e sconcerto per ribassi ‘finti’: “I prezzi sono quelli della primavera 2008”.

 

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