Cartelle Pazze: dopo la pioggia di ipoteche in Italia, ecco i moduli per presentare ricorso


Pubblicato il 7 maggio da Redazione

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“Bolli auto prescritti, giá pagati o non dovuti; multe automobilistiche prescritte o annullate dai giudici di pace; tasse di smaltimento rifiuti richieste erroneamente ai proprietari anzichè agli affittuari; tassazione separata errata; richieste di pagamento di imposte sospese finanche ai terremotati: da gennaio ad oggi sono state recapitate 960 mila cartelle pazze, con conseguenti ipoteche sugli immobili, ganasce fiscali su auto e moto, pignoramenti di stipendi e di conti correnti bancali e postali. Il tutto per far cassa ad ogni costo”. Queste le conclusioni di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani fatte all’apertura del 3° Consiglio straordinario che si sta svolgendo oggi a Roma sulle “Cartelle pazze”.
In questi quattro mesi, i call center dello Sportello del Contribuente sono stati letteralmente presi d’assalito con 186 mila richieste di assistenza provenienti principalmente dalle provincie di Roma, Napoli, Genova, L’Aquila, Pescara, Verona, Venezia, Caserta, Milano, Prato, Palermo, Viterbo, Salerno, Imperia, Aosta, Perugia e Bologna.
Le cartelle pazze notificate da gennaio ad oggi ai contribuenti italiani riguardano per il 55% multe automobilistiche prescritte o annullate dai giudici di pace, il 32% bolli auto prescritti, già pagati o non dovuti, il 11% la tassa smaltimento rifiuti richiesta erroneamente ai proprietari anziché agli affittuari ed il 2% richieste di pagamento imposte sospese ai terremotati.
Con le cartelle pazze gli esattori pretendono comunque le somme richieste applicando il principio, dichiarato incostituzionale, del "solve et repete", cioè "prima paghi e poi discutiamo", anche in presenza di sentenze dei Giudici di pace o delle Commissioni tributarie.
E per chi non paga, dopo 60 giorni scattano automaticamente le procedure esecutive con ipoteche sugli immobili che possiedi, le ganasce fiscali sulle auto e moto, i pignoramenti dello stipendio e dei conti correnti bancari e postali, e come previsto dal “decreto salva crisi”, con l’aggravio di un aggio e interessi di mora del 18%. In pratica, i contribuenti dovranno remunerare gli Agenti della riscossione con un compenso pari al doppio di quanto previsto negli anni scorsi.
“I sistema informatico di Equitalia non riconosce e non blocca le cartelle prescritte – afferma Vittorio Carlomagno Presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – I regolamenti vessatori fanno il resto: prevedono che per sospendere le procedure esecutive non basta ottiene una sentenza favorevole. La proceduta continua finché l´ente non dà l´ordine scritto di desistere. Non si fermano neppure di fronte ad una notifica della sentenza. Lo sgravio avviene solo quando, dopo anni, l´ente annulla la procedura”.
Secondo le stime di Contribuenti.it, gli esattori delle tasse con le cartelle pazze, ha riscosso illegittimamente in 10 anni circa 9,8 MLD di euro.
Contribuenti.it con un esposto chiede a Tremonti di conoscere ”se il governo, in linea con gli ultimi interventi della Banca centrale europea, che ha operato significativi abbattimenti sulle misure degli interessi, intende effettivamente ridurre i tassi degli interessi legali in caso di ritardata iscrizione a ruolo e di dilazione riducendo l’aggio e gli interessi del 18% richiesti da Equitalia”
Per tutte le vittime delle cartelle pazze, Lo Sportello del Contribuente consiglia di collaborare con le forze dell’ordine denunciando immediatamente l’accaduto al 112, di presentare l’esposto alla Procura della Repubblica e ricorso al giudice compente scaricando i moduli gratuitamente dal sito internet contribuenti.it.

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