Disdetta del Canone: come difendersi dai soprusi della Rai


Pubblicato il 6 maggio da Stanislao Di Bello

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La legge prevede la possibilità di disdire il canone Rai in maniera molto semplice, cioè attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno (con un versamento di 5,16 euro nel caso di richiesta di suggellamento). Nella pratica, però, gli utenti incontrano molte difficoltà nel portare a termine questa procedura, a causa del comportamento scorretto che la Rai e l’Agenzia delle Entrate assumono ormai da tempo. 

Infatti, le regolari richieste di disdetta vengono sistematicamente respinte, perché ritenute incomplete. Ciò che mancherebbe è un ulteriore modulo da compilare, una dichiarazione con cui l’utente, tra l’altro, autorizza la Guardia di Finanza ad entrare in qualsiasi momento nella propria abitazione per effettuare controlli. Tale modulo non è assolutamente previsto dalla legge, ma molto spesso ha l’effetto di intimorire il richiedente, costringendolo a tornare sui propri passi.

Un comportamento assolutamente inaccettabile, un vero e proprio sopruso, tanto che perfino il Garante del Contribuente della Regione Piemonte, competente per lo "Sportello Abbonamenti Tv" dell’Agenzia delle Entrate, è intervenuto manifestando senza mezzi termini il proprio disappunto. Infatti, in una lettera recente, dichiara: “Voi sapete perfettamente che la compilazione del modulo in questione non e’ prescritta da nessuna norma di legge. (..) Ci sembra assolutamente inammissibile che Voi persistiate in questo comportamento di vessazione gratuita di contribuenti. (..) Riteniamo, e da tempo Ve lo abbiamo detto, che Voi poniate in essere continuamente dei veri e propri reati di abuso d’ufficio”.

La Rai e l’Agenzia delle Entrate hanno quindi messo in atto una strategia basata sulla prepotenza e sulla presunta debolezza del cittadino, che molte volte non è ben informato sui propri diritti. Ma in alcuni casi, a seguito di denuncia alle autorità competenti, gli utenti hanno ottenuto immediatamente l’accoglimento della richiesta di disdetta senza alcuna dichiarazione aggiuntiva, così come prescritto dalla legge. In ogni caso, non è certamente confortante, per il cittadino, dover far ricorso alla giustizia per ottenere il rispetto e il riconoscimento dei propri diritti da parte di un Ente statale. E ciò, a nostro avviso, la dice lunga sull’integrità e la correttezza di questi signori, che usano mezzi di intimidazione con i “deboli”, ma fanno marcia indietro con chi dimostra di sapersi difendere.

Invitiamo allora i contribuenti, qualora si verificasse una situazione di questo tipo, a sporgere denuncia al Garante del Contribuente, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Torino. A tal proposito segnaliamo, sul sito web dell’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti Consumatori), una sezione dedicata al canone Rai, in cui è spiegato approfonditamente come chiedere la disdetta in modo corretto, fare ricorso alle autorità competenti o firmare la petizione online per l’abolizione definitiva della tassa.

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1 Commento

  1. costan ioan florim ha detto:

    Nnon ho più televisione dama 27 di novembre 2012 mi arrivano sempre le bollette da pagare ciao e arrivederci cosa posso fare

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