Epifania 2009, che calza sarà. Consumatori ai nastri di partenza, ma saldi e befana farà rima con risparmio?


Pubblicato il 2 gennaio da Riccardo Dell'Aversana

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Saldi ed ultimi regali, è tutto pronto per il rush finale. Per trarre un vero bilancio dell’andamento dei consumi, bisognerà attendere ancora qualche settimana, ma è notorio: le giornate decisive sono quelle a cavallo tra l’avvio della stagione dei saldi e la metà di gennaio. Oggi partono “ufficialmente” sconti e ribassi in tre regioni (Campania, Friuli, Basilicata), domani se ne aggiungono altre sei: nel giorno dell’Epifania, metà penisola sarà già invasa da orde di consumatori alla ricerca di occasioni imperdibili (o presunte tali).

 

 

Come ogni anno, non manca una cospicua fetta di persone che, preferendo staccare la spina e regalarsi un po’ di sano relax, aspettano con ansia di saltare sulla scopa magica della nonnetta più famosa del mondo. Probabilmente una soluzione saggia, vista la quantità industriale di offerte (voli e pacchetti) low-cost che agenzie, tour operator e siti web stanno proponendo nelle ultime ore. Si parla di sconti fino al settanta percento per viaggi in ogni angolo del pianeta: non solo l’Europa quindi, ma anche gli Stati Uniti rappresentano in questo periodo una meta molto ambita, perché raggiungibile a condizioni estremamente vantaggiose (sebbene tutte ancora da verificare). Turismo a parte, l’interesse è soprattutto rivolto a capire quanto la calza della Befana sarà in grado di riempirsi. Ed è qui che entrano davvero in ballo i consumi: quale sarà il bilancio conclusivo? Alla fine del gioco, saranno state più attendibili le previsioni delle associazioni dei commercianti o quelle dei consumatori? Di recente ci sono già state le prime scaramucce, con botta e risposta a suon di dati contrastanti. Da un lato, i commercianti hanno ufficialmente brindato al “quasi pareggio” tra il fatturato natalizio del 2008 e quello del 2007. Stando alle prime indicazioni della Confesercenti, la crisi finanziaria e una iniziale fase di incertezza non avrebbero influito più di tanto sugli incassi di dicembre. Anche l’Ascom ipotizza una flessione assai contenuta, nell’ordine del 3-5% rispetto al passato Natale. Alle rassicurazioni delle associazioni dei commercianti fa però da contraltare la critica reazione soprattutto della Federconsumatori, che ha duramente contestato delle previsioni che “probabilmente si realizzeranno su Marte!". L’affondo ha  poi preso di mira l’ostruzionismo con cui le associazioni dei commercianti si è opposta a qualsiasi richiesta volta ad anticipare la stagione dei saldi:, che alla fine farà segnare un meno trenta percento.  Anche l’Adoc prevede un periodo gelido per i consumi, che non riusciranno a risollevarsi dopo il flop natalizio. “Nonostante l’aumento del 3/5% dei consumatori che usufruiranno dei saldi, i consumi saranno ridotti all’osso – ha dichiarato Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – rispetto alla scorsa stagione la spesa pro capite  calerà del 12,5%, attestandosi sui 120 euro di media, 15 euro in meno dello scorso anno”. Il motivo è presto detto: la riduzione del potere d’acquisto ha drasticamente diminuito la possibilità delle famiglie di effettuare acquisti. “Chiediamo di estendere la durata dei saldi a tutto l’anno, per rilanciare i consumi. Crediamo sia una misura opportuna e utile, che gioverebbe sia ai consumatori che ai commercianti stessi”.

 

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