Antitrust indaga su Poste Italiane: bollettini postali costosi e concorrenza sleale


Pubblicato il 2 maggio da Stanislao Di Bello

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Questa volta è Poste Italiane a finire nel mirino dell’Antitrust, che indaga su presunti comportamenti della società che sfavoriscono la concorrenza, nonché sul costo dei bollettini postali, sempre più gravoso per gli utenti finali.
L’inchiesta, che dovrà chiudersi entro aprile dell’anno prossimo, è partita in seguito alle proteste dei consumatori che, da ottobre scorso, hanno visto aumentare di 10 centesimi il costo delle commissioni per i pagamenti con bollettino postale. In particolare, si contesta il fatto che l’onere del servizio viene a gravare interamente su colui che effettua il pagamento, mentre chi incassa, cioè l’intestatario del bollettino (principalmente aziende erogatrici di servizi quali acqua, gas, elettricità, ma anche la Pubblica Amministrazione e gli Enti locali), non sostiene alcuna spesa.
L’Antitrust, inoltre, mette in evidenza il fatto che sui bollettini postali prestampati non è presente il codice IBAN del beneficiario, cosa che preclude all’utente la possibilità di provvedere al pagamento tramite altri canali, quali ad esempio il versamento bancario, che sarebbe meno oneroso rispetto a quello postale. In sostanza l’accusa che si muove a Poste Italiane è di “abusare della propria posizione dominante nel settore dei servizi di incasso e pagamento, escludendo lo sviluppo di modalità alternative offerte da altri operatori e applicando condizioni contrattuali eccessivamente gravose nei confronti degli utenti finali”.

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