Cresce l’E-Commerce in Italia, ma non è tutto oro quel che luccica


Pubblicato il 29 aprile da Redazione

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Cresce la quota dei consumatori italiani che prediligono il negozio virtuale per gli acquisti quotidiani. Secondo i dati Istat 2008, sono oltre 4.500 le imprese di commercio elettronico operanti nel nostro Paese. Si registra quindi una crescita del 34% rispetto al 2007 e addirittura del 610% rispetto al 2004. Per quanto riguarda le vendite online i primi posti sono occupati da Lombardia e Lazio, con una percentuale rispettivamente del 17,9 e 14,1 rispetto al totale nazionale, seguite da Campania (8,5%) e Piemonte (8,2%).
In base alle rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Statistica, il 35% degli uomini e il 22% delle donne acquistano regolarmente online. Per quanto riguarda le fasce di età i dati mostrano che i principali utilizzatori sono i giovani compresi tra i 25 e i 34 anni (il 36,5% di loro dichiara fare uso abituale del canale virtuale), ma anche tra gli over 65 si registra una quota del 18,1%. I prodotti più acquistati sono: per gli over 65 soprattutto libri e riviste (27,9%), mentre per i giovani al di sotto dei 20 anni principalmente abiti e articoli sportivi (25,8%), ma anche film e cd musicali (20,4%).
L’e-commerce, dunque, sta conquistando quote di mercato sempre più rilevanti e questi dati rappresentano un’ulteriore conferma di una tendenza già chiara da tempo. Nei negozi virtuali si possono trovare merci di qualsiasi genere: abbigliamento, dvd, giocattoli, prodotti per la casa o per uso personale, elettronica di consumo e cosi via. Ma non è solo la questione della reperibilità dei prodotti che spinge il consumatore verso il negozio virtuale. Infatti la possibilità di fare acquisti direttamente dalla propria casa, comodamente seduti e con pochi click di mouse, porta con sé alcuni indubbi vantaggi (come ad esempio il problema del parcheggio, delle file alla cassa, del consumo dell’auto, dell’orario di chiusura). In più l’ampia possibilità di scelta che offre il negozio virtuale consente quasi sempre di trovare il prodotto cercato, in genere ad un prezzo inferiore rispetto a quello praticato nella vendita tradizionale.
Ma non sempre è tutto oro quel che luccica: gli stessi "pro" che abbiamo elencato poc’anzi si trasformano d’incanto in “contro” se solo si cambia prospettiva. Che ne sarà del contatto umano, del proprio rivenditore di fiducia con cui confrontarsi vis-a-vis, del delizioso passeggio per i negozi del centro, dell’appassionante rovistare tra scaffali e scomparti dei propri store preferiti? Come in ogni cosa, la verità sta nel mezzo ed un’overdose di virtualità non può che nuocere: è un’ulteriore, eccellente alternativa al commercio di strada, che – vivaddio – va difeso e tutelato con forza. Si pensi soltanto ai capi di abbigliamento, quasi impossibili da acquistare on-line senza avere la possibilità di provarseli addosso, ma lo stesso ragionamento potrebbe essere esteso a molte altre categorie merceologiche (prodotti, ma anche servizi, s’intende). 
Ritornando al commercio elettronico mondiale, in cima alla graduatoria dei siti più cliccati c’è sicuramente Ebay, che in realtà rappresenta più un sistema di vendita che un semplice negozio virtuale. Infatti la piattaforma Ebay raccoglie e gestisce le inserzioni di vendita dei tantissimi utenti registrati. Ciò che fa funzionare il sistema è la possibilità, sia per il venditore che per l’acquirente, di lasciare un “commento di feedback” relativo alla transazione effettuata. In questo modo è possibile riconoscere se un utente è affidabile o meno. Ma anche su questo punto non poche sono state le perplessità sollevate dagli stessi utenti: il feedback, infatti, si sta risolvendo in una pratica quasi meccanica, usuale, non rappresentando più un netto segno distintivo della qualità dei servizi e/o prodotti offerti ed acquistati. Inoltre Ebay raccoglie utenti di ogni nazionalità e, grazie anche all’apertura dei mercati internazionali e alla globalizzazione, sempre più frequenti sono gli acquisti effettuati direttamente da altre nazioni, soprattutto negli Stati Uniti, Inghilterra, Germania e – ovviamente – il gettonatissimo Estremo Oriente (Cina ed Hong Kong su tutti). Tuttavia non sono rari i casi di problematiche legate ai sistemi di controllo delle dogane estere ed ai relativi (talvolta salatissimi) dazi aggiuntivi: sempre meglio far ricorso alla prudenza ed informarsi prima di procedere a questo tipo di acquisti.

Stanislao Di Bello – Riccardo Dell’Aversana

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1 Commento

  1. Cresce l’e-commerce in italia, ma non è tutto oro quel che luccica ha detto:

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