Consumi in calo, primi bilanci: pranzi e cenoni natalizi non risentono della crisi


Pubblicato il 27 dicembre da Riccardo Dell'Aversana

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Tre miliardi di euro spesi per i cenoni delle feste: se lo shopping natalizio fa segnare una netta riduzione della somma spesa per i regali, non si può dire lo stesso per quanto riguarda la quota stanziata per i beni alimentari. Secondo i dati delle associazioni dei consumatori, infatti, il tanto temuto crollo dei consumi non avrebbe affatto riguardato i prodotti necessari ad imbandire le nostre tavole. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, quest’anno gli italiani hanno rivolto le proprie preferenze verso i piatti della tradizione, con buona pace delle mode esterofile. Secondo la Cia (Confererazione Italiana Agricoltori), la spesa alimentare ha visto 1,1 miliardi di euro in carni e pesce, 600 milioni per primi piatti e per il pane, 450 milioni per dolci. Riguardo a quest’ultima voce, ovviamente a dominare sono panettoni e pandori, mentre per i brindisi sono acquistati vini e spumanti (94% italiani) per 400 milioni. Formaggi e salumi (soprattutto a denominazione di origine) hanno spinto i consumatori a spendere 300 milioni, infine 180 sono stati i milioni stanziati per frutta fresca o secca. Passando ad analizzare i segni negativi nel report complessivo, i due miliardi risparmiati quest’anno hanno interessato soprattutto il settore dell’abbigliamento e calzature (meno 23% secondo Codacons), addobbi e suppellettili per la casa (addirittura -25%). Da registrare anche un calo del 10% per mobili, arredamento per la casa ed elettrodomestici; nella stessa misura diminuiscono gli acquisti in profumeria e nei negozi specializzati nella cura della persona.La crisi non ha invece colpito né i beni di lusso né l’universo dei prodotti hi-tech e qualcosina hanno guadagnato pure le cartolibrerie (un punto e mezzo in più rispetto a dodici mesi fa).

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