Social Network, ecco il prossimo passo: proteggere adeguatamente la privacy


Pubblicato il 22 aprile da Stanislao Di Bello

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La privacy nei social network deve essere maggiormente salvaguardata. E’ quanto sostiene Viviane Reding, Commissario dell’Unione Europea, incaricato della società dell’informazione e dei media. Nel mirino del Commissario UE i principali siti di socializzazione, in primis Facebook e Myspace, molto diffusi soprattutto tra le nuove generazioni.
L’attenzione e la preoccupazione della Reding è rivolta in particolar modo ai minorenni, sempre più attratti dal mondo multimediale e dalle moderne tecnologie, purtroppo spesso inconsapevoli delle insidie e dei pericoli a cui possono andare incontro. L’obiettivo è nascondere di default i profili dei minorenni, rendendoli inaccessibili dai motori di ricerca.
Il Commissario è determinato ad andare avanti su questa linea e ha fatto sapere che l’UE prenderà provvedimenti sanzionatori contro gli Stati membri che non si adegueranno alle nuove regole, redatte al fine di assicurare in maniera adeguata la privacy degli utenti dei vari social network.  Queste le parole della Reding al riguardo:" la privacy dovrebbe essere, a mio avviso, una priorità assoluta per i providers di siti di socializzazione e per i loro utilizzatori. Ritengo fermamente che almeno i profili di minori debbano essere automaticamente privati e non reperibili per i motori di ricerca. La Commissione europea ha già chiesto ai siti di social networking di trattare con cautela i siti di minori, attraverso una auto-regolazione. Sono pronta ad agire con nuove regole se devo.”
Potrebbe sembrare un controsenso voler proteggere la privacy su una piattaforma nata essenzialmente per lo scopo contrario (ovvero la socializzazione degli utenti e la condivisione degli stati personali),  ma in realtà si tratta di un provvedimento assolutamente necessario e condivisibile. Sempre più spesso infatti, giornali e tg ci danno notizie di bambini adescati da malintenzionati tramite internet, che siano chat o siti di socializzazione. Un’azione ancor più opportuna se si pensa al caso di adolescenti non sufficientemente protetti dai propri genitori, spesso assenti o talvolta non in possesso delle dovute conoscenze informatiche per poter controllare l’operato dei propri ragazzi.
Possiamo concludere allora con una riflessione e con un appello: la riflessione da fare è che le più grandi innovazioni tecnologiche, per quanto positive, portano sempre con se degli aspetti potenzialmente negativi, cioè c’e sempre un’altra faccia della medaglia; l’invito che facciamo, rivolto ai frequentatori dei social network, è quello di agire sempre nel nome del buon senso e della moderazione, di non lasciarsi “catturare” da queste piattaforme virtuali, ma piuttosto di trarre i vantaggi che esse offrono restando sempre con i piedi per terra, incollati alla realtà.

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