Le ultime sul riscatto della laurea: buona nuove anche per chi non lavora


Pubblicato il 24 dicembre da Riccardo Dell'Aversana

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Importanti novità sul fronte del riscatto degli anni di laurea, che da oggi diventa possibile anche per chi non ha un lavoro. Il totale dei contributi può essere pagato in 120 rate (10 anni) senza interessi. La procedura del riscatto degli anni di laurea ai fini pensionistici dà la possibilità di versare i contributi in riferimento alla durata legale del corso di studi, per renderla valida ai fini del calcolo dell’età pensionabile. Ad esempio se la mia laurea ha una durata di quattro anni, lavorerò quattro anni in meno (tenete conto che nel computo non possono essere ammessi gli anni fuori corso). Il pagamento totale dei contributi può essere suddiviso in 120 rate senza interessi ed essere soddisfatto in un arco di dieci anni.

Un’altra rilevante annotazione si riferisce al calcolo dei contributi, che verrà eseguito per i lavoratori in base alla retribuzione posseduta al momento della domanda (sarà il datore di lavoro a fornire il modello 01M/sost.). Ecco le modalità:

  • se i periodi da riscattare sono anteriori al 1° Gennaio 1996, il calcolo del riscatto della laurea è quantificato da particolari tabelle che tengono conto dei seguenti criteri: età, sesso, posizione assicurativa e retributiva, durata dei periodi da riscattare.
  • se il riscatto riguarda gli anni di laurea posteriori all’ 1-1-1996, allora  il calcolo è determinato sulla base dell’aliquota contributiva (che risulta pari al 33% per la maggior parte dei lavoratori dipendenti) applicata alla retribuzione lorda del richiedente e moltiplicata per il numero degli anni di cui si chiede il riscatto.

Naturalmente, entrambi i sistemi di calcolo appena descritti possono essere applicati contemporaneamente nel caso in cui il periodo preso in considerazione fosse a cavallo della data che fa da spartiacque (ovvero l’1-1-1996).
In conclusione, un’ultima indicazione: per chi non ha un lavoro, il contributo tratto dal calcolo del riscatto della laurea è pari all’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori dipendenti (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti (13.819 euro per il 2008). Ad esempio, un laureato che non ha mai lavorato pagherà 4.560 euro per ogni anno di università.
Per maggiori informazioni e per scaricare tutta la documentazione necessaria, visitate l’apposita sezione presente sul sito dell’Inps.

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1 Commento

  1. prudentissimo ha detto:

    Caro Amico, per te saranno pure novita’: si tratta, pero’, della finanziaria del precedente Governo ed e’ in vigore dal 1 gennaio 2008. Invece di garantire ai giovani un lavoro a tempo indeterminato, generosamente il Governo penso’ bene di allungare i tempi di pagamento abolendo gli interessi.
    Grazie!!!
    Ciao a tutti e Buon Natale.

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