Cenone di Natale e Capodanno: ecco come risparmiare ottanta euro evitando gli sprechi


Pubblicato il 24 dicembre da Riccardo Dell'Aversana

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Com’è possibile pensare che quindici italiani su cento facciano fatica ad arrivare alla fine del mese e, allo stesso tempo, credere che praticamente un terzo della spesa alimentare natalizia finirà dritta dritta nella pattumiera? Può sembrare un non-senso, ma è proprio così: tra Natale e Capodanno circa il 27% di beni ed alimenti acquistati per bandire le nostre tavole andrà sprecato, il che si traduce in 77 euro che ogni famiglia non si ritroverà più in tasca.

E’ la conclusione più interessante che si può trarre da un’indagine dell’Adoc, secondo cui il costo medio di un cenone di Natale (per un nucleo familiare composto di otto persone) si attesterà sui 155,90 euro. Di questa somma saranno ben cinquantadue gli euro andati in fumo, con primizie e prelibatezze che nessuno finirà per mangiare. Il dato relativo allo spreco si riduce leggermente per quanto concerne il cenone di Capodanno: il costo medio è di 130 euro e, di questi, “solo” venticinque sono destinati alla pattumiera (circa il 19%). “Nonostante la crisi economica stia tartassando l’economia delle famiglie, alcune cattive abitudini faticano ad essere abbandonate”, ha giustamente dichiarato Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc. “Se ognuno pensasse che con i soldi sprecati per questi appuntamenti una famiglia potrebbe fare la spesa per circa due settimane, forse farebbe acquisti più ponderati e parsimoniosi. Solo durante le feste si sprecheranno 40.500 tonnellate di cibo, pari a più di un miliardo di euro. Uno schiaffo alla miseria”. Quasi la metà dei prodotti “surplus” sono il risultato di un “eccesso di acquisto generico” (il 43%), mentre la scriteriata smania di accaparrarsi  le “offerte speciali” costringerà le famiglie a disfarsi del 29% di acquisti che, alla fine, si saranno rivelati perfettamente inutili. A completare il quadro ci sono i “prodotti non necessari” (17%) e le “novità non gradite” (11%). “Spesso tra gli sprechi ci sono i regali alimentari ricevuti a Natale e non graditi”, osserva Pileri. Infine, entrando nel dettaglio dei beni alimentari, dolci e frutta dovrebbero costituire quasi il quaranta percento del totale dei prodotti sprecati. Seguono a ruota i secondi (15%), spumanti e vini (13%), i primi (12%) e, per finire, gli antipasti (9%).

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