Il Boom degli Hard Discount: ecco la cura contro i prezzi al rialzo
Pubblicato il 22 dicembre da Riccardo Dell'Aversana
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C’era da aspettarselo e, del resto, non poteva essere altrimenti: il 2008 segna un ulteriore riduzione dei consumi di beni alimentari. Rispetto allo scorso anno sono tre e mezzo in meno punti percentuali. Ma i costanti rincari dei prezzi hanno comunque permesso alla spesa media mensile di crescere del 2,6% (482 euro contro i 470 euro del 2007). Insomma, indicazioni poco confortanti quelle estrapolate delle ultimissime rilevazioni Ismea e Istat, che spiegano perfettamente come mai stia aumentando sempre di più la quota delle famiglie italiane che continuano ad acquistare prodotti agroalimentari presso gli hard-discount.
Un mezzo punto percentuale in più che dà la possibilità alle catene a basso costo di raggiungere e superare un traguardo prestigioso, ovvero la soglia del dieci percento. Anche il Codacons stima carrelli più leggeri di circa cinquanta euro tra gli scaffali degli hard discount, che con il passare dei mesi possono contare su una diffusione capillare sull’intero territorio nazionale. E così, dopo il boom che ha accompagnato la rapida scalata degli hard discount nella classifica dei punti vendita, il dato di fine anno presenta un 10,2% destinato ad aumentare anche nel corso del 2009. Cosa ispirerà ancora più fiducia nel consumatore medio, che fino a poco tempo fa guardava con scarso interesse e convinzione a prodotti senza marca? Chiaramente, la crisi. Ma, come abbiamo avuto già modo di far osservare ai nostri utenti, la congiuntura economica negativa può risvegliare i cittadini dal torpore provocato da un consumismo smodato ed irrazionale. Ridare valore agli acquisti e ai prodotti può rendere sicuramente più maturi e consci, con ripercussioni senza dubbio positive anche su come riempire più responsabilmente il carrello della propria spesa. Ridimensionare il proprio stile di vita può servire ad apprezzare il senso delle cose semplici, l’alto valore del risparmio, l’importanza di sapersi adattare all’austerità ed al sacrificio. E, secondo il Censis, è questa la direzione (giusta) verso cui le famiglie italiane si stanno incamminando: il 34% degli italiani è più attento a risparmiare, il 7,4% lavora di più, il 53% ha riscoperto le spese al mercato. Inoltre, il 49% a volte approfitta dei supermercati hard discount e definisce di buona qualità i prodotti comperati. Ovvero, l’abito non fa il monaco, ben venga la confezione spartana!
Ecco di seguito il risparmio medio che si ottiene, preferendo i prodotti presenti negli hard-discount:
Prodotto risparmio
Prodotti banco frigo 30%
Cibo per neonati 25%
Surgelati 35%
Cosmetici 40%
Prodotti per la casa 55%
Dolci e biscotti 40%
Prodotti da scaffale 30%
Pannolini 35%
Bevande alcoliche/analc. 65%
Cibo per animali 38%
Sanitari e farmaci 45%
Igiene personale 60%
Ecco invece le maggiori catene:
Lidl
Penny
Eurospin
Todis
Tuodì
MD Discount
LD Market
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