Antitrust: Multa a Telecom e Wind per pratiche commerciali scorrette.


Pubblicato il 17 aprile da Stanislao Di Bello

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Ancora sanzioni da parte dell’Antitrust nei confronti delle principali società di telecomunicazioni. Per Telecom una multa complessiva di 735.000 euro contro i 165.000 euro inflitti a Wind. Il reato contestato è sempre lo stesso: pratiche commerciali scorrette.

 

TELECOM – Per Telecom si tratta in realtà di tre differenti sanzioni. La prima, di importo pari a 285.000 euro, è relativa all’offerta internet Alice 7 Mega, pubblicizzata, secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in modo ingannevole perchè non da all’utente esatte e chiare informazioni sui reali servizi offerti. Un bollettino ufficiale dell’AGCM dice testualmente: "Da ottobre 2007 sono pervenute numerose segnalazioni, aventi ad oggetto la ridotta velocità di navigazione del servizio ADSL offerto da Telecom. In particolare, dalle segnalazioni pervenute emerge come Telecom abbia indotto i consumatori a ritenere di poter navigare in internet a banda larga, ad una velocità particolarmente elevata, superiore a quella che molti utenti poi riuscivano effettivamente a perseguire. Nelle diverse offerte commerciali esistenti al momento dell’avvio del procedimento, non veniva chiarita la velocità minima garantita per le diverse offerte e in quali condizioni poteva essere raggiunta la velocità massima, ma veniva genericamente indicato, in una pagina diversa da quella in cui erano presentati i contenuti principali dell’offerta (denominata Per saperne di più), che la velocità di navigazione non è garantita poiché dipende dal livello di congestione della rete e del server a cui ci si collega".

 Le altre sanzioni riguardano le offerte di telefonia mobile “TIM Sogno” (235.000 euro) e “Chiara di TIM” (215.000 euro). La pratica commerciale scorretta consiste nell’aver spiegato in modo  superficiale, fuorviante le caratteristiche contrattuali delle offerte in questione. Queste le parole dell’AGCM in merito: “gli spot contestati apparivano idonei ad indurre in errore il consumatore medio circa le caratteristiche, la natura e le condizioni economiche della promozione, non presentando informazioni esatte e complete tali da consentire l’assunzione di una decisione consapevole”.

 

WIND – Per Wind-Infostrada sanzione di 165.000 euro. Gli spot incriminati sono quelli in cui pubblicizza le sue offerte “voce e internet” presentandole come in grado di liberare gli utenti dal canone Telecom, il che non è del tutto vero. Infatti, spiega l’AGCM in una nota: "In sostanza, sembrerebbe che Wind, nelle proprie offerte commerciali, abbia accomunato come assenza di “canone Telecom” due modalità distinte – il passaggio alla rete Wind e la preselezione automatica (o CPS, Carrier Pre-Selection) – di cui solamente la prima comporta il superamento del rapporto contrattuale con Telecom. Nel secondo caso, anche se il canone viene rimborsato, in misura parziale nell’offerta “Happy Italy”, permangono a carico del cliente la gestione di due rapporti contrattuali, con i relativi oneri, di fatturazione, pagamento delle bollette, ecc."

    

Non è certo la prima volta che gli operatori di telefonia vengono puniti dall’Antitrust. Non più di due mesi fa erano stati sanzionati Telecom e Vodafone con una multa di circa mezzo milione di euro a testa. Cambia il partner di Telecom stavolta, Wind al posto di Vodafone, ma il reato contestato resta uguale: pratica commerciale scorretta. Dobbiamo purtroppo constatare che questi grandi colossi stanno seguendo ormai da anni delle politiche di mercato basate sempre più sui giochi di parole, sull’inganno e sempre meno sulla trasparenza, sull’onestà. Sembra quasi che gli operatori telefonici facciano questo tipo di iniziative sapendo di essere nell’errore, ma valutando i pro e i contro (il costo della multa), ritengano "conveniente" farlo. Secondo noi c’è bisogno di provvedimenti più severi affinché questi si rendano conto della gravità e dell’ingiustizia del loro modo di operare e comincino ad agire nel rispetto di ciò che costituisce la vera fonte della loro ricchezza: il consumatore.

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