MENO REGALI E PIU’ CARBONE SOTTO L’ALBERO. A MENO CHE…


Pubblicato il 12 dicembre da Riccardo Dell'Aversana

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Anticipare o non anticipare la stagione dei saldi? E’ questo il dilemma! Da più parti nel nostro paese sono stati sollevati ragionevoli dubbi sull’ostinazione da parte di alcune associazioni di categoria a voler imporre il rispetto degli accordi. Sull’argomento resta rigida la Confcommercio, che ha liquidato come inutile ed impossibile l’ipotesi di precorrere i tempi rispetto alla tabella di marcia.

Attualmente, infatti, l’avvio della stagione dei saldi  è fissata per il giorno 2 gennaio (in Campania), per concludersi il 10 gennaio (in Abruzzo e Valle D’Aosta). Addirittura intransigente la posizione dell’Ascom, assolutamente contraria a partenze anticipate: “Nel mese di dicembre si fa il 40% del fatturato, mentre con i saldi in anticipo non ci sarebbero più margini. Il Natale è sempre Natale, la gente alla fine spenderà”. Sarà proprio così? Basterà questa previsione a mitigare i timori dei commercianti? Perché non prendere in considerazione la proposta, avanzata dal Codacons, di anticipare la stagione dei saldi al 15 dicembre “per consentire una ripresa dei consumi e aiutare i cittadini alle prese coi regali e con una tredicesima sempre più intaccata da bollette, mutui e rate”? Anche perché nel frattempo, di riff o di raff, in molte città gli sconti (ufficiosi, camuffati o ‘fuorilegge’) sono già partiti e la politica della svendita pre-natalizie viene motivata dai commercianti con il motto: meglio la multa che la chiusura. Una situazione critica che apre più di una crepa all’interno dello stesso fronte delle associazioni di categoria, come confermano le riflessioni che stanno facendo tentennare la Confesercenti. Il Presidente Giuseppe Bagnolesi ha recentemente prospettato una soluzione sperimentale che prevede l’applicazione del modello Londra alla città di Torino. Insomma, se la gente è intenzionata resistere il più possibile prima di allargare i cordoni della borsa, tanto vale affrettare i tempi per tentare di rimettere in moto i consumi, anche in virtù del fatto che il quadro non è destinato a cambiare nel giro di qualche settimana. Nel frattempo, le sollecitazioni del Codacons si sono fatte ancor più pressanti, visto che l’associazione si è detta pronta ad intraprendere una campagna volta a disincentivare gli acquisti, invitando i consumatori al boicottaggio dei regali di Natale. L’augurio è che la frenesia pre-natalizia non abbia il sopravvento: soltanto un netto ridimensionamento del volume degli acquisti potrà convincere le più irremovibili organizzazioni di commercianti ad assumere finalmente un atteggiamento di apertura, invece di proseguire sul cieco sentiero del muro contro muro.

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3 Commenti

  1. Calo delle vendite nel 2008, il Codacons torna alla carica: saldi liberi per favorire la ripresa dei consumi | PriceSharing.it ha detto:

    […] più volte occupato, specialmente durante il “periodo caldo” (sia prenatalizio che d’inizio anno) e prendendo in considerazione anche il rituale appuntamento statunitense […]

  2. Al via la stagione dei saldi invernali 2009. Calendario definitivo ed aggiornato per regioni, province e città | PriceSharing.it ha detto:

    […] londinese. In Italia, le organizzazioni dei consumatori (Codacons su tutte) avevano vivacemente invocato un anticipo dell’avvio ufficiale dei ribassi al periodo natalizio, incassando il secco rifiuto delle […]

  3. […] propositi della vigilia, visto che è rimasta inascoltata la richiesta di far partire la stagione dei saldi al periodo pre-natalizio. Tuttavia le pressioni provenienti non solo dal fronte dei consumatori, ma anche dagli stessi […]

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