1 gennaio 2011, stop al sacchetto di plastica: 5 idee per sostituirlo.


Pubblicato il 30 dicembre da Fabio Santagata

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Busta sacchetto plastica pricesharing 285x300 1 gennaio 2011, stop al sacchetto di plastica: 5 idee per sostituirlo.

Viviamo in una società dove ormai tutto sembra essere diventato biodegradabile: telefonini, mp3, scarpe, borse, gli stessi sentimenti, i buoni propositi sembrano invecchiare in fretta ed esaurisi troppo presto. Divagazione sentimentalista a parte, ci sono effettivamente cose che dovrebbero durare nel tempo e cose di cui mi meraviglio che non siano sparite prima: tra queste i sacchetti in plastica, detti comunemente shopper. Eppure l'Italia rappresenta uno dei fanalini di coda nella corsa al sacchetto biodegrababile ed ecosostenibile. Difatti già quattro anni fa, con il governo Prodi, il Parlamento aveva predisposto a partire dal 2010 il divieto progressivo di usare i sacchi per "l'asporto di merci" di materiale non biodegradabile. La transizione sarebbe anticipata da decreti attuativi (mai decretati), ma nel dicembre 2009 si decise di rimandare di un anno una norma tanto auspicata. Dopo un anno sembrava che tutto fosse ancora da rimandare; il cosiddetto "milleproroghe"  non sembra parlare della questione dei sacchetti non biodegradabili, lasciando in sospeso la messa al bando che in teoria dovrebbe partire dal 1° gennaio. E' stata il Ministro Prestigiacomo ad aver scongiurato una ulteriore proroga allo stop alle buste di plastica gia’ previsto dalla legge Finanziaria 2007.
Ma tutto langue nel dubbio e nell'approssimatività: non ci sono i decreti applicativi, norme tecniche o sanzioni. Non c'è alcun criterio per stabilire che cosa è biodegradabile e che cosa no: dal punto di vista tecnico, perfino il sacchetto di plastica è biodegradabile, ma con tempi decisamente lunghi. Non ci sono state le sperimentazioni per le quali era stato stanziato un miliardo di euro. Ci sono dubbi sui sacchetti d'importazione, come aveva detto anche l'Unione europea quando aveva bocciato una normativa simile introdotta dalla Francia.

Sembra che in definitiva l'unica cosa ad essere vietata è la loro commercializzazione, come annunciato dal ministro dell´Ambiente Stefania Prestigiacomo, al termine dell´accesa riunione del Consiglio dei ministri in una giornata che l´ha vista lottare e poi dimettersi dal partito tra lacrime e addii. Ora sono vietate per legge, ma a livello nazionale non sono previste multe o sanzioni per chi disobbedisce. Insomma per chi le ha a casa e ancora le usa non ci saranno contravvenzioni mentre i negozianti che le venderanno ai clienti se le vedranno sequestrate dai finanzieri. Affidarsi al senso civico degli italiani è la parola d´ordine. Solo a livello comunale, come a Torino, le multe per i negozianti sono previste: da 25 a 250 euro.

Fortunatamente molta della GDO (grande distribuzione organizzata) già da tempo offre alternative, segno di aver recepito positivamente, al contrario dei nostri politici, l'importanza di questo cambiamento. La Coop ha già eliminato le borse usa e getta in 650 punti vendita, le hanno rimpiazzate con nuove borsine «verdi». Nei supermercati Esselunga alle casse resistono ancora le borse a perdere ma vengono proposti ben dodici articoli alternativi – in juta, in cotone, in cartone, da applicare al carrello e pieghevoli – tutti riutilizzabili. Anche nei negozi Carrefour e Conad si possono acquistare. E nei punti vendita della Sma sono disponibili sacchetti biodegradabili in amido di patate e borse cabas.

Ma è importante capire come il consumatore deve affrontare il cambiamento: cosa utilizzare al posto dei sacchetti?

Ecco i consigli di PriceSharing.

bioshoppers pricesharing 150x150 1 gennaio 2011, stop al sacchetto di plastica: 5 idee per sostituirlo.

1. Usate buste biodegradabili in Mater-Bi™: orgoglio italiano perchè realizzate con materiale concepito in italia, rappresentano l'erede naturale delle buste in plastica. Peccano però di essere poco resistenti e quindi adatte al trasporto di piccoli pesi (non adatte quindi alla spesona fatta al supermarket).yuta pricesharing 150x150 1 gennaio 2011, stop al sacchetto di plastica: 5 idee per sostituirlo.

2. Per la spesa alimentare "non surgelati" acquistate borse riutilizzabili in juta (molti supermarket le vendono alla cassa), sono disponibili in cotone o in cartone: si attaccano anche al carrello.

3. Utilizzate le buste termiche per il trasporto di surgelati: sono riutilizzabili, vendute spesso dai supermercati in prossimità dei prodotti e mantengo la giusta temperatura  fino a casa.

4. Il carrello della spesa: avete capito bene, ovviamente non intendo quello dei supermercati (ve lo immaginate che ognuno di noi se ne torni a caso con il suo carrellone?), indendo invece quei carrellini in stoffa o vimini, con le ruote, costruiti proprio per la spesa. Comodi da trasportare e capienti, ci avete mai pensato? perchè stancarsi a portare per mano le pesanti buste plasticone? Esistono molti modelli, di marche e materiali diversi.chanel2 150x150 1 gennaio 2011, stop al sacchetto di plastica: 5 idee per sostituirlo.

borsa vimini pricesharing 150x150 1 gennaio 2011, stop al sacchetto di plastica: 5 idee per sostituirlo.5. Se ritenete poco elegante portarsi il sacchetto usato dietro, allora esiste per le donne una soluzione alternativa. Ci viene incontro la moda,: di shopping bag ecocompatibili ve ne sono di tutti i tipi, colori, forme e materiali. Ne produce la coop, la L'Oréal, la Carrefour, la Conad, l'Auchan e la Sisa, per non parlare di quelle meno pratiche ma più glamour prodotte da Chanel, Louis Vuitton, Liu Jo.

 

 

Dunque non rimpiangiamo tanto il vecchio e capiente sacchetto, viste le tante simpatiche alternative e soprattutto la "boccata d'aria" che concediamo alla natura!

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1 Commento

  1. Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

    Viviamo in una società dove ormai tutto sembra essere diventato biodegradabile: telefonini, mp3, scarpe, borse, gli stessi sentimenti, i buoni propositi sembrano invecchiare in fretta ed esaurisi troppo presto. Divagazione sentimentalista a parte, ci s…

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