Taccheggio: con la tecnologia diventa un fenomeno dilagante.


Pubblicato il 10 luglio da Fabio Santagata

Consigli da google per le tue ricerche:

Plus One!

1952_semapedia

La tecnologia fa passi da gigante. Anche per i criminali. Che possono riporre nel cassetto le pistole e smanettare con il computer. Rende comunque. Come quella banda di rumeni pizzicata dalla polizia di Imperia che aveva piazzato dei microchip nei Pos di alcuni centri commerciali.
Quando la carta veniva “passata” nel Pos, tramite la tecnologia Bluetooth veniva acquisito il numero di bancomat e carte di credito. Un lavoretto facile dove l’unico problema sta nel fatto di riuscire a piazzare fisicamente i chip nel lettore del bancomat.

Ma ci sono anche mezzi molto più subdoli per truffare i commercianti. Come quello utilizzato da William Swanberg di Portland nell’Oregon al quale la polizia americana ha trovato in casa seicentomila dollari di prodotti Lego.
Il fatto, accaduto negli Usa, non deve trarre in inganno. Con Internet ci vuole nulla a ripetere l’esperienza anche da noi. Swanberg infatti si era procurato in rete un software per la creazione dei codici a barre. Un piccolo programma che sfornava etichette da 19 dollari che lui applicava ai mattoncini danesi da cento dollari. Un metodo sbrigativo per abbattere l’inflazione e guadagnare un sacco di soldi.

Il metodo è stato testato anche da altri tre soggetti che, sempre negli Stati Uniti, si sono portati a casa centomila dollari di merce fino a quando un impiegato si è insospettito per un prezzo che non corrispondeva. Sono scattati i controlli, anche grazie alle riprese effettuate dalle telecamere dei punti vendita, che hanno portato il trio davanti alla corte federale del Missouri.

Poi c’è lo studente che ha speso 25 dollari per comprare il software per il bar code e ha generato un codice da 4,95 dollari che gli serviva per comprarsi un iPod da 15 dollari. Esagerato. Un addetto alla sicurezza lo ha beccato immediatamente. La truffa è subdola perché non basta accorgersi che il prezzo è sbagliato per arrestare il ladro. In tanti di fronte alla contestazione del prezzo dicono di non saperne nulla e, magari sdegnati, rifiutano l’acquisto. Quali rimedi? Se i produttori non scrivono il prezzo direttamente sulla confezione bisogna solo fare una grande attenzione soprattutto se certi prodotti non proprio a buon mercato improvvisamente vanno via come il pane.

Purtroppo anche nel nostro territorio il fenomeno sembra allargarsi. I taccheggiatori, a quanto pare, non si limitano più a semplici espedienti per piccoli prodotti, ma iniziano ad utilizzare queste nuove tecnologie per creare un vero e proprio business. Il problema è dilagante e difficile da controllare.

Il team di Pricesharing sta cercando di capire quale sia la mole del problema nel napoletano, territorio ricco di parchi commerciali e negozi di grandi superfici, ma soprattutto quali siano le tecniche utilizzate.

Prossimamente publicheremo i riscontri delle nostra inchiesta.

Plus One!

Rispondi

*