Sentenza rivoluzionaria della Cassazione: se non c’è il vigile, le multe photored sono tutte annullabili


Pubblicato il 7 aprile da Riccardo Dell'Aversana

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Qualche giorno fa, discutendo con un caro amico della nostra redazione l’avvocato Francesco d’Alesio, ci siamo ritrovati a parlare di una importante decisione della Cassazione, destinata a fare scalpore. Da qui l’idea di intraprendere un ulteriore percorso parallelo, "sempre teso" all’interesse dei consumatori: entro breve, PriceSharing.it inaugurerà un nuovo spazio che sarà occupato da tematiche e problematiche di carattere civile e legale. Stiamo ancora definendo il format della sezione, di cui questo è solo un piccolo antipasto. Dopo l’ottimo successo riscontrato dalla seguitissima rubrica dedicata alla sicurezza alimentare, puntiamo ad allargare il nostro spettro. Contiamo di riuscirci, anche e soprattutto grazie ai vostri suggerimenti.

Se un passaggio col semaforo rosso viene rilevato col photored e senza la presenza di vigili, allora la multa non vale. E’ quanto stabilito da una recentissima sentenza della Cassazione (Seconda sezione civile, numero 7388 del 26 marzo 2009) che rende finalmente giustizia contro i frequenti, scorretti comportamenti tenuti soprattutto dalle polizie locali. In pratica, la sentenza sostiene la necessità della presenza di un Vigile che, a scanso di equivoci, controlli come sono andate le cose.

 

In particolare, l’attendibilità di una rilevazione fotografica può entrare in crisi se, ad esempio, si considera l’ipotesi di una coda di autoveicoli che non consenta al mezzo che abbia legittimamente impegnato l’incrocio di attraversarlo tempestivamente: in questo caso, infatti, la rilevazione fotografica inquadra solo una parte della zona, impedendone dunque la visione completa e giustificatrice del presunto illecito stradale.

L’apparecchiatura di rilevazione dunque, fotografando solo un momento del presunto fatto illecito e da una sola angolazione prospettica, non è pienamente attendibile.

Si pensi ad altre circostanze (coda di auto, transito di animale sulla via, incidente commesso da altri, passaggio improvviso di pedoni, ecc…) in cui è necessaria una visione più completa, idonea a distinguere, pienamente, l’autore della presunta infrazione. In altri termini, l’apparecchiatura di rilevazione fotografica causa una visione limitata e, per ciò solo, non del tutto attendibile di per se.

Secondo la Cassazione, la fattispecie in questione può causare “possibili equivoci non risolubili con certezza proprio per l’assenza degli agenti sul posto”. Insomma, al semaforo “l’occhio vigile” del vigile non può essere sostituito da quello elettronico.

D’altro canto, è possibile che il ricorso venga respinto se gli agenti di polizia dimostrano che, nel momento in cui il photored ha scattato la foto, loro erano impegnati in analoghe attività di istituto e non hanno potuto procedere alla contestazione immediata dell’infrazione: chiaramente, in giudizio ne devono dar conto producendo copia delle contravvenzioni elevate nei confronti di altri guidatori nella stesso momento (ora e minuto) in cui il photored scattava la foto.

Un plauso arriva anche dall’Adoc: infatti, secondo il Sindacato dei Consumatori “le sentenze emesse dalla Corte Suprema testimoniano la crescita degli abusi da parte degli enti locali, che utilizzano in maniera distorta apparecchi e leggi al fine non di garantire una maggiore sicurezza, una migliore circolazione e il rispetto delle regole e degli automobilisti, ma solo allo scopo di fare cassa” (Leggi tutto il Comunicato).

Difficile immaginare cosa accadrà d’ora in avanti: certo è che la decisione della Cassazione provocherà non pochi problemi ai Comuni, ormai abituati a incassare notevoli somme grazie alle multe inflitte tramite il rilevamento delle infrazioni ai semafori.

Francesco Luca d’Alesio – Riccardo Dell’Aversana

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