Guida agli acquisti pasquali, i consigli utili di Adoc e Federconsumatori


Pubblicato il 6 aprile da Riccardo Dell'Aversana

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I Consigli della Federconsumatori

–      Rivolgersi ai rivenditori di fiducia.

–      Controllare la data di scadenza dei prodotti che acquistate.

–      Ai fini della sicurezza e della qualità guardare sempre la provenienza della carne.

–      Per chi acquista la carne già confezionata presso la grande distribuzione è importante fare attenzione all’integrità della confezione, alla data, sia di confezionamento che di scadenza, all’aspetto ed al colore del prodotto.

–      Prima di acquistare le uova di Pasqua controllare gli ingredienti (specialmente il reale contenuto di cacao), i valori nutrizionali e che le sorprese contenute nell’uovo riportino sempre il marchio CE.

–      Per risparmiare è necessario verificare sempre le offerte applicate nei diversi punti vendita, a volte si può risparmiare oltre il 20%.

–      Per quanto riguarda carne, uova fresche, vino, frutta e verdura consigliamo di effettuare la spesa non troppo vicino alla Pasqua, ma sempre in anticipo. Si eviterà così, non solo di incappare nelle code e negli affollamenti dei punti vendita, ma anche di ritrovarsi di fronte a prezzi maggiorati in occasione delle festività.

–      Uova di cioccolato e colombe pasquali, invece, a meno che non si trovino offerte vantaggiose, consigliamo di acquistarli all’ultimo. Questi prodotti, se rimangono sugli scaffali a ridosso della Pasqua, infatti, sono spesso soggetti a promozioni veramente convenienti. 

Per chi, invece, non vuole rinunciare al tradizionale pranzo al ristorante o in trattoria, proponiamo qualche accorgimento da seguire:

–       Confrontare sempre i menu ed i listini di più ristoranti. Approfittando dei menu fissi o concordando il menu in anticipo si può risparmiare anche il 15%.

–       Se si approfitta di menu fissi o si concorda il menu in anticipo, controllare sempre se le bevande ed i dessert sono inclusi o sono a parte.

–       Scegliete preferibilmente ristoranti che conoscete o che vi hanno consigliato, si eviterà così di incorrere in prezzi “esagerati” in vista delle festività e di avere brutte sorprese dal punto di vista della qualità.

–       Per trascorrere una giornata differente, magari all’aria aperta, una buona idea è anche quella di verificare le offerte e le proposte degli agriturismi, in media, per il pranzo, si può risparmiare anche il 30%.

 

I consigli dell’ADOC

Uova di Pasqua

Per scegliere bene l’uovo di Pasqua è bene leggere con attenzione l’etichetta in cui sono elencati i diversi ingredienti in ordine decrescente, per peso o percentuale. Avremo quindi zucchero,  che costa un decimo del cacao e rappresenta, in media, il 50% del cioccolato al latte, burro di cacao, latte in polvere e cacao (30% circa).  Un uovo al cioccolato è di buona qualità se contiene maggiori quantità di cacao in polvere e burro di cacao rispetto allo zucchero; il burro di cacao è l’elemento più importante, quindi, è importante controllare a che punto della lista è collocato e, soprattutto, diffidare di scritte tipo ‘contiene grassi di sostituzione’. Spesso, infatti, il tradizionale burro di cacao viene sostituito con altri oli o grassi di qualità inferiore che, così come gli aromi e gli additivi aggiunti, trasformano l’uovo di Pasqua in un vero e proprio surrogato dell’originale.

 

Colomba

La denominazione «Colomba», invece, secondo le disposizioni del Ministero delle Attività Produttive, è riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma irregolare ovale simile alla colomba, una struttura soffice ad alveolatura allungata, con glassatura superiore e una decorazione composta da granella di zucchero e almeno il 2% di mandorle, riferito al prodotto finito e rilevato al momento della decorazione. Gli ingredienti obbligatori sono: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria "A" (cioè uova fresche) o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo; materia grassa butirrica (cioè burro), in quantità non inferiore al 16%; scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al 15%; lievito naturale costituito da pasta acida; sale. Una colomba è di buona qualità se contiene nell’ordine farina, zucchero, uova, burro e canditi. Inoltre, accanto alle versioni "classiche" ci sono le versioni "speciali e arricchite", cioè quelle con farciture, ripieni, glassature e decorazioni, che comunque devono contenere, nel caso della "Colomba", almeno il 50% dell’impasto base. In questi casi, oltre alle indicazioni di etichettatura, devono figurare accanto alla denominazione riservata, tutte le variazioni sul tema e consentire al consumatore di comprendere le reali caratteristiche del prodotto.

 

Abbacchio

Per quanto concerne l’abbacchio, ricordiamo che corrisponde all’agnello da latte con un mese di vita, dal peso medio di 5 chili. Data l’assenza di tracciabilità, una grave mancanza che rischia di danneggiare sia gli allevamenti che i consumatori, è bene rammentare che minori prezzi possono indicare una provenienza estera, soprattutto da paesi dell’Est Europa. Inoltre, se sul prodotto è presente esclusivamente la dicitura "agnello", chiedere al macellaio se corrisponde all’abbacchio, all’agnellone (agnello di 3-4 mesi, meno costoso dell’abbacchio) o al castrato (agnello adulto, più proteico e grasso delle altre due tipologie)".

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