Calo delle vendite nel 2008, il Codacons torna alla carica: saldi liberi per favorire la ripresa dei consumi


Pubblicato il 27 febbraio da Riccardo Dell'Aversana

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Risparmio, questa è parola d’ordine per il popolo dei consumatori. Secondo voi, corriamo il rischio di essere ripetitivi? Può darsi, ma noi non la pensiamo così se, a quanto pare, il nostro convincimento viene ulteriormente suffragato dalle rilevazioni Istat sul dato delle vendite al dettaglio, riferite all’anno 2008. Meno 0,6% rispetto al 2007, “il peggior risultato dal 1997”, precisa il Codacons. Una contrazione ampiamente nelle previsioni che non fa fare certo i salti di gioia al Presidente dell’associazione di consumatori, Carlo Rienzi:

“Il calo dei consumi è stato particolarmente pesante nel 2008. La causa di tale situazione risiede nell’aumento smisurato dei prezzi in tutti i settori avvenuto lo scorso anno. Ciò è confermato dal dato che vede gli hard discount registrare un consistente aumento delle vendite (+1,4%), proprio perché questa tipologia di esercizi, praticando prezzi sensibilmente inferiori rispetto a piccola e grande distribuzione, attira un numero sempre crescente di consumatori costretti a tirare la cinghia”.

Ma questa poco confortante analisi rappresenta l’occasione per il Codacons di rilanciare alcune proposte, sulle quali l’associazione di riferimento dei consumatori dello stivale insiste da tempo: “La soluzione per salvare il commercio italiano è solo una: riduzione generalizzata dei prezzi di almeno il 20% e liberalizzazione dei saldi. Solo così – afferma il Presidente Rienzi – sarà possibile sostenere i consumi e permettere ai cittadini di acquistare, salvando migliaia di negozi che, di questo passo, rischiano la chiusura entro la fine del 2009”.

Sulla richiesta di non limitare la stagione dei saldi a periodi predeterminati dell’anno, è in corso un’annosa diatriba tra le organizzazioni di commercianti e quelle dei consumatori. PriceSharing.it se n’è più volte occupato, specialmente durante il “periodo caldo” (sia prenatalizio che d’inizio anno) e prendendo in considerazione anche il rituale appuntamento statunitense del “venerdì nero”.

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