Private Labels crescono. Come la crisi aiutò il risparmio dei consumatori e l’ascesa della marca commerciale


Pubblicato il 6 febbraio da Riccardo Dell'Aversana

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Aumenta sempre di più la quota di mercato della marca commerciale  nel nostro paese. I dati finora analizzati si riferiscono alla prima metà dello scorso anno: dati parziali, dunque, ma sicuramente sufficienti a disegnare un trend di notevole crescita. Stando agli ultimi rilevamenti statistici, le private label sono riuscite a raggiungere e superare la soglia del 15% delle vendite del contesto GDO. Sull’analisi dei fattori che hanno reso possibile il conseguimento dell’agognato obiettivo, due sono le motivazioni più accreditate. Da un lato, la spinta inflattiva che ha consentito anche il superamento di una lunga e preoccupante fase stagnante. Dall’altro, invece, sembrano aver sortito gli effetti sperati le nuove strategie di marketing e comunicazione, capaci di fornire una decisiva spinta ai prodotti a marca commerciale in termini di promozionalità.

 

Riuscire a renderli agli occhi dei consumatori delle valide alternative ai prodotti branded ha sicuramente conferito loro nuovo appeal e maggiore efficacia sul mercato, facendo crescere le loro potenzialità anche per quel che riguarda la competitività rispetto alle aziende leader. Poco più di mezza annualità (il periodo considerato copre i mesi che vanno da gennaio ad agosto 2008) per crescere di quasi un punto percentuale rispetto all’anno precedente: 15,2%, mentre nel 2007 il forte rallentamento aveva fatto segnare un 14,4%. Da non trascurare però come, nelle decisioni assunte nel settore della GDO, ci si sia spesso orientati verso un controllo dei prezzi dei prodotti a marca commerciale, per compensare il precedente incremento dei prodotti delle marche leader: scelte che possono leggersi anche nel senso di permettere maggiore diffusione, visibilità, opportunità commerciali al segmento dei prodotti Private Label. Nella tabella allegata, sono presentati le prime dieci categorie in termini di vendite a valore per il settore PL ed il relativo trend commerciale nel 2008 (sempre fino ad agosto). Resta incontrastato il primato delle verdure IV gamma (quasi trecento milioni di euro ed una quota del 54,40% dell’intero mercato di riferimento), seguite dagli affettati e dal latte  UHT. Ma l’analisi più interessante è chiaramente legata al trend: notevole la crescita non solo degli affettati (+46,50%), ma anche e soprattutto della pasta di semola (+46,30%). Per molti proprio quest’ultimo è l’elemento più sorprendente e favorevole, anche in prospettiva: riuscire ad raddoppiare quasi le proprie vendite di un prodotto sul quale le famiglie italiane prestano massima attenzione ad affidabilità e bontà può davvero segnare una svolta cruciale. Certo, l’aumento dei costi della materia prima ed il conseguente rialzo dei prezzi avrà agevolato la conquista di un’ulteriore fetta di clientela: ma un ruolo ugualmente decisivo hanno giocato tanto una maggiore promozionalità dei prodotti a marca commerciale, quanto la fiducia riposta dai consumatori. Forse il più determinante dei traguardi possibili, in un’ottica futura: a conferma di come, se si adottano strategie adeguate e all’altezza, anche i periodi di contrazione delle vendite possono costituire un’occasione di ulteriore consolidamento o di grande successo.

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1 Commento

  1. Private labels crescono. come la crisi aiutò il risparmio dei consumatori e l’ascesa della marca commerciale ha detto:

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