Legambiente: Frutta e verdura, il 98% è in regola…ma cosa succederà a chi mangerà l’altro 2%?


Pubblicato il 15 giugno da Luigi Chianese

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Uno dei più importani consigli dato dai medici, nutrizionisti e dietisti è che bisogna mangiare più frutta e verdura, come toccasana per la nostra salute. Infatti, consumare regolarmente i prodotti dell’orto riduce di un terzo il rischio di insorgenza di malattie metaboliche (diabete mellito, ipercolesterolemia…) e di patologie cardiovascolari e aiuta a prevenire alcuni tipi di tumore.

Il problema è che bisognerebbe mangiare solo frutta e solo verdura e nessun residuo chimico in aggiunta. 
I dati diffusi da Legambiente non sono allarmanti, ma fanno riflettere. Per chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, il 98,8% dei campioni di frutta analizzati nei primi mesi del 2009 è risultato in regola. Ma perché sottovalutare anche quel "minimo" 1,2%? Infatti, 8764 dei campioni presi in esame presenta concentrazioni elevate – dunque fuori norma di legge – di residui di agrofarmaci. 
Nonostante questo grave allarme il numero dei controlli quest’anno è diminuito sensibilmente (-1300 rispetto all’anno scorso) e continuano a persistere forti differenze tra le regioni: ci sono, infatti, quelle che contano numerosi controlli (la Toscana, l’Emilia Romagna, la Campania, la Puglia, per fare qualche esempio) e altre, ad esempio il Molise che ha analizzato solo due campioni. 
Vi è, poi, il costante aumento delle importazioni da quei Paesi che non utilizzano i nostri stessi sistemi di controllo e ciò aumenta enormemente il rischio di trovarsi tra le mani frutta e verdura pregna di residui chimici
 
Quali azioni il consumatore può mettere in atto affinchè la sua dieta quotidiana non venga "aggredita" da questi residui chimici? Innanzitutto il consumatore nel fare acquisti deve:
  1. prediligere i prodotti di cui conosce l’origine;
  2. consumare preferibilmente frutta e verdura di stagione;
  3. consumare prodotti ortofrutticoli prodotti nella zona in cui si vive in quanto la necessità di far viaggiare i prodotti aumenta la probabilità che siano stati trattati con agrofarmaci.
In uno scenario ormai tanto instabile nel campo alimentare, dove ogni giorno spunta qualche nuova epidemia animale, piuttosto che qualche nuovo elemento inquinante, non resta che difendersi a tutti i costi, attraverso una scelta attenta dei prodotti, premiando i prodotti locali e di stagione, prodotti di cui si conosce la provenienza.
La nostra provocazione è questa: perchè non recuperare il culto (quando è possibile) della piccola produzione domestica? Oggi esistono oltretutto diverse opportunità di recupero della genuinità negli acquisti alimentari, anche per coloro che non hanno la possibilità di farlo: uno su tutti sono i Gas, i gruppi di acquisto solidale attraverso i quali si riesce ad accedere, attraverso la collaborazione reciproca degli associati, a diverse opportunità di acquisto di prodotti, molto spesso, naturali, raccolti direttamente dagli associati presso i produttori.
Il consumatore deve tenere sempre alta la guardia, ma soprattutto difendere i propri diritti, denunciando tutto ciò che non sembra essere venduto nel rispetto delle leggi.

 

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1 Commento

  1. Legambiente: frutta e verdura, il 98% è in regola…ma cosa succederà a chi mangerà l’altro 2%? scrive:

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