Quale futuro per le catene Hi-Tech in Italia – Terza Parte: ElectronicPartner (MediMax)


Pubblicato il 28 gennaio da Riccardo Dell'Aversana

Consigli da google per le tue ricerche:

Plus One!

Per l’AD Vincenzo Panza, la professionalità è l’arma vincente per contrastare problemi di break even

 

Le difficoltà dell’elettronica di consumo, secondo l’Amministratore Delegato della costola italiana del colosso tedesco, sono da ricercare soprattutto nella bassa marginalità e nell’eccessiva pratica del ‘sottocosto’. Un motivo conduttore che sfocia in una “inevitabile obsolescenza”, traducendosi in una “costante decrescita dei prezzi”.

Giunta alla terza puntata, la nostra inchiesta sul settore dei megastore dell’elettronica si avvale oggi delle acute argomentazioni di Vincenzo Panza, CEO di ElectronicPartner Italia. Gruppo d’acquisto con oltre cinquemila rivenditori specializzati di elettrodomestici e prodotti di elettronica in sette Paesi europei, ElectronicPartner è una delle più importanti realtà del panorama distributivo europeo. Riunisce sotto le sue insegne punti vendita di prodotti di elettronica ed elettrodomestici di tutte le dimensioni. In Italia è presente da oltre dieci anni con tre brand: MediMax (punti vendita di grandi dimensioni, da 800 m2 in su, classico maxistore), EP: (acronimo di ElectronicPartner, dimensioni comprese tra 200 e 800 m2, va ad identificare il classico “rivenditore di fiducia”) ed SP: (Service Partner, focalizzato sull’assistenza, dimensioni non superiori a 200 m2). Per maggiori informazioni sulle caratteristiche ed attività del gruppo, vi rimandiamo alla scheda di ElectronicPartner presente nella apposita sezione riservata alle Catene Hi-Tech.

“Ritengo che la professionalità sia ad oggi l’arma vincente, tanto più in un momento contingente in cui l’acquisto di elettronica viene vissuto quasi come un investimento, pertanto è di fondamentale importanza la professionalità e la consulenza tecnica all’acquisto che la GDO e l’e-commerce non sempre sono in grado di fornire”. L’Amministratore Delegato di ElectronicPartner Italia, Vincenzo Panza, non ha dubbi: uno degli strumenti irrinunciabili a disposizione dei gruppi specializzati nell’elettronica di consumo è – e più che mai dovrà continuare ad essere in futuro – un personale solido, competente e sempre aggiornato. “E, data la complessità tecnologica dei prodotti di elettronica, la consulenza all’acquisto, che combini caratteristiche tecniche ed esigenze del consumatore, può essere ottenuta solo mediante l’alta professionalità del venditore. In mancanza di questo, il consumatore finale rischia di effettuare un acquisto non consono alle proprie esigenze”.

Panza è consapevole del momento di flessione che vive il mercato dei megastore e che rischia di degenerare in vero declino. “La crisi economica mondiale è purtroppo un dato di fatto che prescinde dalle politiche commerciali dei gruppi che operano nel nostro settore. I consumatori finali hanno di fatto cambiato le loro abitudini di acquisto, ponendo più attenzione sui prodotti di utilità rispetto ai prodotti per il tempo libero”.

Una considerazione che stride con quanto dichiarato a PriceSharing la scorsa settimana da Alfonso Polidori: “La crisi economica ha apparentemente modificato il modo di spendere dei consumatori – aveva osservato il responsabile marketing di G.R.E. SpA, azienda associata che include Trony e Sinergy tra i propri marchi –  agendo in negativo sugli acquisti di tipo ‘razionale’ (vedi i grandi elettrodomestici), ma favorendo un trend positivo per gli acquisti in cui prevale la componente emotiva (vedi telefonia, computer, tvc e games)”.

Ma nell’analisi dell’AD di ElectronicPartner Italia, l’acquisto di prodotti di elettronica ed elettrodomestici viene considerato dai consumatori “alla stregua di un investimento di lungo periodo, per cui, nella scelta, risultano determinanti la fiducia del consumatore e, quindi, la professionalità del venditore e la credibilità e l’affidabilità del punto vendita. Il modello di business proposto da EP a livello europeo, infatti, lascia piena libertà imprenditoriale all’affiliato, poiché non impone acquisti obbligati – si accolla, cioè, l’onere di magazzino – e non fa pagare le spese di trasporto per la consegna dei prodotti, oltre ad offrire il livello di servizio necessario a vincere questa fase congiunturale”. Il manager quarantaseienne svolge poi un’attenta disamina delle ragioni che hanno condotto il settore hi-tech ad una fase estremamente delicata: “I motivi vanno ricercati nella bassa marginalità (dovuta all’elevato tasso di innovatività), che caratterizza il nostro settore e che porta ad inevitabile obsolescenza. Questa, infine, si traduce in prezzi in costante decrescita. Poiché, negli ultimi anni, il ‘leit motiv’ di molti operatori del settore è stato il ‘sotto costo’, l’ulteriore riduzione di marginalità, non supportata dai volumi, ha portato a problemi di break even”. Anche sulle strategie adottate in merito alle location considerate più o meno appetibili, il CEO della filiale italiana del gruppo tedesco sottolinea come non tutti i gruppi perseguano la stessa politica commerciale: nello specifico, ElectronicPartner predilige l’utenza da "prossimità" piuttosto che quella da GDO.

In chiusura, doverosa una riflessione su quale può essere lo scenario all’orizzonte: “Oltre al servizio, che, come ampiamente detto , è per noi il fiore all’occhiello, è opportuno che la catena del valore sia equamente distribuita tra l’industria, la distribuzione, il dettaglio e aggiungerei anche il cliente finale”. Non dimenticando mai, conclude Panza, che se manca il ‘sell-out’ non si fa ‘sell-in’.

Oltre al Dott. Panza, la redazione di PriceSharing.it ringrazia per la totale disponibilità dimostrata la Dott.ssa Mariarosaria Di Stefano (Responsabile InfoNet e Relazioni con la Stampa) e la Dott.ssa Mara Rosolen (Direttore Vendite, Sviluppo e Marketing).

La prossima settimana il nostro viaggio si arricchirà di un altro contributo significativo: quello di Euronics Italia.

Plus One!

5 Commenti

  1. […] Gli interessanti passaggi dell’intervista al CEO hanno suscitato l’attenzione di alcuni lettori che, a loro volta, hanno espresso opinioni per nulla banali attraverso incalzanti commenti. […]

  2. Quale futuro per le catene hi-tech in italia – terza parte: electronicpartner (medimax) ha detto:

    […] fonte: http://www.pricesharing.it » Vai al post originale […]

  3. stanislao ha detto:

    Ritengo giusto e importante il discorso sulla professionalita e la consulenza al momento dell’acquisto, anche se secondo me c’e un altro dato importante da rilevare..cioe che negli ultimi tempi è aumentata anche la competenza degli utenti finali, i quali sempre piu spesso fanno acquisti non casuali o improvvisati, ma dopo attente ricerche sia tecniche che di mercato sui vari prodotti.
    Per quanto riguarda il sotto-costo personalmente ho notato che spesso e volentieri viene usato piu come esca che come effettiva opportunita di risparmio per il consumatore…che tante volte si ritrova a fare chilometri e chilometri inseguendo improbabili volantini…

  4. Mimmo ha detto:

    Molte volte nelle grandi catene non si trova una buona preparazione degli addetti, e anche si è perso un pò il contatto diretto con i clienti…..anche perchè oggi non si ha più il cosiddetto “negozio di fiducia” ma si va a caccia dell’offerta, si dovrebbe recuperare un pò il rapporto di fedeltà con il cliente…..

  5. Antonio ha detto:

    Sono d’accordo con l’amministratore di MediMax, penso addirittura che i sottocosto non fanno bene nemmeno ai clienti perchè ho l’impressione che per offrire alcuni prodotti a prezzi fortemente aggressivi, solitamente prodotti di punta, tendono poi a mantenere molto alti prezzi su prodotti più di nicchia…..a questo punto vorrei porgere una domanda al Dott. Panza: non sarebbe meglio offrire prezzi competitivi mediamente su tutti i prodotti invece che “regalare” alcuni e poi essere costretti a “recuperare” su altri….credo sarebbe molto più corretto e trasparente nei confronti del consumatore…..

Rispondi

*