Fotovoltaico, «in Sicilia già raggiunta la grid parity»


Pubblicato il 14 giugno da Redazione

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Da: ilsole24ore

 Parola di Winfried Hoffmann, che nel 1998 coniò il concetto dell’equilibrio tra combustibili fossili e rinnovabili

«In Sicilia la grid parity c’è già», parola di Winfried Hoffmann. Ovvero proprio colui che, nel ’98, coniò per primo questo termine ormai così in voga: il punto di magico equilibrio, in cui produrre elettricità dal sole costa quanto produrla con i combustibili fossili. «Fra l’irraggiamento solare di cui gode, gli incentivi governativi in vigore e gli alti prezzi dell’elettricità in Italia, la Sicilia è già arrivata a quel punto di parità», assicura Hoffmann, che oggi è presidente del l’Epia (European photovoltaics industry association) e anche chief technology officer della Applied Materials, il colosso californiano che produce gli impianti per fabbricare chip e che, da pochi anni, si è messo a produrre anche impianti per fabbricare film sottili fotovoltaici, dopo una semplice constatazione: che siano microprocessori o celle solari, sempre silicio è.

Difatti, la grid parity – o, se volete, la Legge di Hoffmann – è molto simile alla Legge di Moore che governa il mondo della microelettronica: a parità di prezzo, la potenza raddoppia ogni due anni. Certo, nel caso del silicio per applicazioni fotovoltaiche, il passo di marcia non è esponenziale come nei chip. Ma, come anticipato da Hoffmann nel suo grafico (pubblicato qui sotto) è comunque un passo costante. «Con le appropriate condizioni regolamentari – commenta Hoffmann, incontrato alla fiera Intersolar di Monaco – siamo in grado di ridurre i costi dell’energia prodotta con il fotovoltaico dell’8% all’anno. Il che vuol dire che i costi si riducono del 50% ogni otto». Gli otto anni di Hoffmann contro i due di Moore. Pur sempre «una prospettiva interessante, per gli investitori», assicura.

È dal 1979, che herr Hoffmann si occupa di energia solare. Ha realizzato la joint venture fotovoltaica fra la sua azienda e la Daimler-Benz Aerospace. Direttore generale della Applied Solar Energy è poi diventato presidente della Rwe Schott. Oggi, vero credente del fotovoltaico, è la mente tecnologica dei laboratori di ricerca della Applied Materials, in Europa, Stati Uniti e Asia.

«La nostra SunFab, permette la produzione di pannelli a film sottile fino a 450 watt ciascuno», spiega Randir Thakur, direttore generale della divisione solare di Applied Materials e vero credente del silicio, nel quale ha lavorato tutta la vita. La SunFab è una vera e propria fabbrica di pannelli solari chiavi in mano. «I nostri clienti – aggiunge – hanno già una capacità produttiva di 200 Mw l’anno, la quale crescerà rapidamente». Finora sono state vendute 14 Sun Fab, una delle quali in Sicilia, al gruppo Moncada, che sarà installata a luglio e funzionante per fine anno.

Nel giro di altri cinque o sei anni, l’evoluzione tecnologica porterà il fotovoltaico alla grid parity anche senza incentivi statali, quelli che Hoffmann chiama «le appropriate condizioni regolamentari». In altre parole, la grid parity sta per arrivare anche in tutto il resto d’Italia. «L’Italia – rimarca Hoffmann – non dovrebbe attendere un altro giorno e investire rapidamente sul solare. Secondo gli impegni presi in Europa, entro il 2020 il 12% del mix energetico dovrà venire dal solare. Le feed in tariffs, come il Conto Energia, devono continuare per sostenere il mercato. E sostenendo il mercato si fanno nascere aziende e si creano posti di lavoro». I vantaggi ci sono. Lo testimonia la Legge di Hoffmann.

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